03 Storia della Palestina: dalla guerra dei sei giorni – dal 1967 al 1986

STORIA DELLA PALESTINA dal 1984 al 1986

1967

Grave tensione in tutto il Medio-Oriente, Egitto e Siria denunciano
pubblicamente i preparativi militari di Israele. Il leader egiziano
Nasser dichiara di voler chiudere il Canale di Suez alle navi che
riforniscono Israele.
maggio –
Il Cairo chiede il ritiro delle truppe ONU, occupa le zone
smilitarizzate nel’57 e blocca il golfo di Aqaba. A fine maggio Iraq e
Giordania entrano a far parte del patto militare siriano-egiziano. Con
il pretesto di difendersi dall’accerchiamento arabo Israele lancia un
fulmineo attacco, reagisce con una guerra lampo, passata alla storia
come "guerra dei sei giorni".

5 giugno – Alle ore sette l’aviazione israeliana entra in azione distruggendo a terra il 90% dell’aviazione di tutti i paesi arabi.
10 giugno – Israele ha già completato l’occupazione del Sinai egiziano, della Striscia di Gaza, delle
alture del Golan siriane, della Cisgiodania e di Gerusalemme araba.
28 giugno – Israele decide il passaggio di Gerusalemme Est sotto la legislazione, la giurisdizione e l’amministrazione israeliana.

8 agosto – Viene indetto uno sciopero generale di massa della popolazione araba di Gerusalemme
contro l’annessione.
22 novembre – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU vota la risoluzione 242, che chiede il ritiro
di Israele dai Territori Occupati, il rispetto di confini sicuri e la soluzione del dramma dei
profughi.
11 dicembre – Nasce ad Amman il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina.
Un mese dopo la guerra i profughi palestinesi sono già 100 mila, ma
diventeranno in breve 300 mila, perché Israele inizia subito la
politica di insediamento dei coloni.


1968

Attriti con Egitto e Giordania sono causa di incidenti sui confini.
21 marzo –
brillante vittoria dei combattenti palestinesi; gli israeliani tentano
di impadronirsi della città giordana di Karameh (sulla sponda est del
fiume Giordano). Vengono respinti subendo pesanti perdite.


1969

Continuano gli incidenti di frontiera. Azioni militari sporadiche degli egiziani lungo il canale di Suez.
4 febbraio – Yasser Arafat è eletto presidente dell’OLP.
22 febbraio – Nasce il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina.
3 marzo – La Commissione ONU per i diritti umani condanna Israele per "le continue violazioni dei diritti umani" nei territori occupati.

3 luglio – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU dichiara nulle le misure prese da Israele per modificare lo stato di Gerusalemme.
20 ottobre/1° novembre –
Truppe libanesi si scontrano con contingenti militari dell’OLP. In
seguito, con la mediazione egiziana, la resistenza palestinese viene
ufficialmente autorizzata a restare in Libano.


1970

Il "Fronte Popolare di Liberazione della Palestina" (FPLP), porta a
termine una serie di dirottamenti aerei, che provoca l’espulsione dei
suoi dirigenti dal Comitato Centrale dell’ OLP.

febbraio – iniziano gravi scontri tra l’OLP ed esercito giordano, che continueranno per tutto l’anno.
15/25 settembre –
È l’anno del "settembre nero". Re Hussein di Giordania, impaurito dalla
presenza e dall’organizzazione della resistenza palestinese nel suo
territorio, sferra contro questa un pesante attacco militare, che
provoca più di 4.500 morti e di 10.000 feriti. Si giunge ad una tregua
grazie alla mediazione di Nasser, ciononostante, la resistenza
palestinese è costretta a lasciare la Giordania ed a spostarsi in
Libano.


1971

Nascono le "Pantere Nere" israeliane, un’organizzazione che si
batte per il riconoscimento dell’uguaglianza di diritti tra ebrei
provenienti dai paesi arabi (cosiddetti "sefarditi"), ebrei provenienti
dall’occidente ("askhenaziti") ed ebrei provenienti dall’Europa
orientale.


1972

Vengono compiute numerose azioni da parte di diversi gruppi della resistenza palestinese.
maggio –
Tre giapponesi arruolati nella resistenza palestinese, compiono un
attentato all’aeroporto di Tel Aviv, 28 i morti e 90 i feriti.
8 luglio –
Per rappresaglia, il Mossad (servizio segreto israeliano), uccide a
Beirut Ghassan Kanafani (intellettuale di spicco, scrittore ed artista
palestinese, uno dei fondatori del FPLP) e la sua nipotina di undici
anni.
5/6 settembre – L’organizzazione palestinese
Settembre Nero attacca la delegazione israeliana ai Giochi Olimpici di
Monaco, rimangono uccisi diversi atleti.

16 ottobre – Il Mossad uccide Wael Zuaitar, rappresentante dell’OLP a Roma.
8 dicembre – Cade Mahmud Hamshari, rappresentante dell’OLP a Parigi, e morirà il 9 gennaio.


1973

30 aprile/12 maggio – Scontri tra esercito libanese e "fedayyn" (guerriglieri palestinesi per lo più residenti in Libano).

6 ottobre –
Quarta guerra arabo-israeliana passata alla storia come "Guerra del
Kippur". Egitto e Siria lanciano un attacco coordinato a sorpresa per
riconquistare i territori perduti nella guerra del 1967. Dopo alcune
sconfitte iniziali gli Israeliani riprendono il controllo della
situazione e contrattaccano.
16 ottobre – Le truppe israeliane attraversano il canale di Suez.
22 ottobre –
L’ONU adotta la risoluzione 338 che impone un cessate il fuoco,
accettato dalle parti. In realtà Israele continua la controffensiva e
solo dopo minacce dell’URSS si ferma l’11 novembre.

26/28 novembre – Al vertice dei paesi arabi di Algeri l’OLP è riconosciuto come legittimo rappresentante del popolo palestinese.
21 dicembre – Apertura della Conferenza di pace di Ginevra.
Le azioni della guerriglia palestinese proseguono.


1974

14 ottobre – L’OLP viene invitato dall’ONU, come
rappresentante del popolo palestinese, a partecipare al dibattito sulla
questione palestinese.
25 ottobre – L’OLP viene ammessa in qualità di "osservatore" alla Conferenza Generale dell’UNESCO
7 novembre –
La Commissione Culturale dell’UNESCO, con una risoluzione, decide di
sospendere gli aiuti che fornisce ad Israele, per la sua persistenza a
modificare il carattere storico della città di Gerusalemme.

13 novembre –
Arafat, presidente dell’OLP, parla all’ONU pronunciandosi a favore di
un unico stato democratico che riunisca ebrei, cristiani e musulmani.
Il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese viene
riconosciuto per la prima volta dalle Nazioni Unite, con la risoluzione
dell’Assemblea Generale n. 3236.


1975

13 aprile – Le milizie falangiste cristiano-maronite uccidono oltre cento tra operai e combattenti

palestinesi. Inizia la guerra civile libanese perché le milizie delle forze progressiste si schierano con l’OLP.
10 novembre – L’ONU stabilisce il sionismo è una forma di razzismo.
2 dicembre – Israele bombarda il sud del Libano per "rappresaglia preventiva".


1976

marzo – Le autorità israeliane confiscano vasti terreni
appartenenti a palestinesi residenti nei Territori occupati nel 1948.
Grande mobilitazione popolare di protesta brutalmente repressa
dall’esercito israeliano. A Sakhneen, un villaggio della Galilea, viene
compiuto l’ennesimo massacro contro la popolazione palestinese. Da
allora questo tragico evento viene commemorato ogni anno il 30 marzo
come "Giornata della Terra".
12 agosto – Tal Al Zatar,
quartiere e campo palestinese di Beirut, cade dopo sette settimane
d’assedio: vengono massacrati tra i duemila e i tremila palestinesi.
Gli attaccanti sono i falangisti e i siriani. Poco dopo, Sharon rivela
che, a coordinare gli attaccanti, c’erano ufficiali israeliani.


1977

Un gruppo di ufficiali israeliani chiede la pace e la fine degli insediamenti ebraici in Palestina.
6 novembre – Israele
deporta il vescovo greco-cattolico di Gerusalemme, Hylarion Capucci,
arrestato qualche anno prima per i suoi rapporti con la resistenza
palestinese.
19 novembre – Per la prima volta nella
storia un presidente di un paese arabo si reca in visita ufficiale in
Israele: è il presidente egiziano Sadat, che incontra in Israele il
primo ministro Begin.


1978

14 marzo – Israele invade il sud del Libano.
6 novembre – Si apre il vertice di Camp-David, negli Stati Uniti, fra le delegazioni statunitensi, israeliane ed egiziane.
17 settembre –
A Camp-David viene firmato un accordo di pace, che comprende due
documenti: il primo, intitolato "Accordo quadro per la conclusione
della pace fra Egitto ed Israele" prevede il ritiro di Israele dalla
penisola del Sinai (portato poi a termine solo cinque anni dopo) e la
normalizzazione delle relazioni fra i due paesi e un secondo documento
"Accordo quadro per la pace in Medio Oriente" molto generico che
prevede la concessione di una non meglio definita autonomia a Gaza e in
Cisgiordania per un periodo transitorio di cinque anni. II mondo arabo
respinge l’accordo.


1980

Continuano gli attentati del Mossad contro esponenti palestinesi.
13 giugno – La CEE, a Venezia, condanna gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gaza e l’annessione forzata di Gerusalemme.
30 luglio –
Il parlamento d’Israele approva la "legge fondamentale" che proclama
Gerusalemme "unita e nella sua interezza, capitale di Israele".

20 agosto –
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva la Risoluzione n. 478, con
la quale ribadisce che "l’acquisizione di territori con la forza è
inammissibile" censurando l’approvazione della "legge fondamentale" da
parte di Israele, considerandola una netta violazione del diritto
internazionale.


1981

aprile – Gli israeliani bombardano Tiro e Sidone.
17 giugno – Bombardano l’impianto nucleare iracheno di Tamuz, presso Bagdad.
17 luglio – Bombardano Beirut: i morti sono più di trecento.
6 ottobre – Viene ucciso, al Cairo, il presidente Sadat ad opera della Jihad Islamica.

9 ottobre – Cade, a Roma, Majd Abu Sharar, funzionario dell’OLP.
14 dicembre – Israele annette le Alture del Golan, appartenenti alla Siria.


1982

marzo/ aprile – Israele sospende sindaci e consigli comunali palestinesi.

11 aprile –
Un soldato israeliano, seguace del rabbino razzista Meir Kahane, entra
nella Moschea della Roccia a Gerusalemme aprendo il fuoco contro i
fedeli mussulmani, uccidendone due e ferendone una trentina. Segue
un’ondata di protesta in tutti i Territori Occupati.
3 giugno –
A Londra un attentato contro l’ambasciatore israeliano è rivendicato
dal gruppo di Abu Nidal, da tempo sconfessato e condannato a morte da
Arafat.
4 giugno – Inizia l’operazione: "Pace in
Galilea". Viene sferrata da Israele e dalle truppe loro alleate
cristiano-maronite, un’offensiva militare contro il Libano e l’OLP. In
ottanta giorni di battaglia, si contano tra le 30.000 e le 40.000
vittime palestinesi e libanesi. Beirut rimane divisa in due parti per
tutta la durata del conflitto.

6 luglio – Un gruppo di riservisti israeliani si oppone al proseguimento della guerra.
17 luglio – Viene ucciso, a Roma, Kamal Hussein, rappresentante dell’OLP.
30 agosto –
I combattenti palestinesi abbandonano il Libano e il quartier generale
dell’OLP viene trasferito a Tunisi. Gli USA promettono di tutelare la
sicurezza della popolazione civile palestinese dei campi profughi.
14 settembre –
Massacro di Sabra e Chatila: razzi israeliani illuminano a giorno i due
campi profughi a Beirut, consentendo ai falangisti di massacrare per
tre giorni consecutivi la popolazione palestinese e libanese inerme. Le
vittime ufficiali sono 1.319, ma in realtà all’appello mancano più di
3.000 persone.

25 settembre – A Tel Aviv, si svolge una
delle più grandi manifestazioni di ebree ed ebrei, contro il massacro e
per la pace: scendono in piazza più di 4.000 persone.


1984

L’esercito israeliano è costretto dalla Resistenza Palestinese a
ritirarsi per la prima volta da una parte dei territori occupati nel
sud del Libano.


1985

1° ottobre – Gli israeliani compiono un raid aereo su
Tunisi, radendo al suolo il quartier generale dell’OLP. Sotto le bombe,
muoiono 75 persone.
29 dicembre – Un commando palestinese
assalta gli uffici della Compagnia di bandiera israeliana "El Al",
all’aeroporto italiano di Fiumicino, facendo 13 morti e 67 feriti.


1986

14 aprile – Si svolge, ad Hebron, una grande
manifestazione per la pace, con la partecipazione congiunta di
organizzazioni palestinesi ed israeliane.
6 agosto – Il governo israeliano vieta qualsiasi incontro tra israeliani e membri dell’OLP.

© Agenzia stampa Infopal
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