Ministra della Giustizia israeliana propone legge per impedire ai Palestinesi accesso a Alta Corte

MEMO. Il governo israeliano sosterrà una legge che impedisce ai palestinesi di presentare una petizione all’Alta Corte di Giustizia, secondo quanto ha annunciato domenica un comitato del Knesset, secondo Haaretz.

Un nuovo disegno di legge, presentato dal ministro della Giustizia Ayelet Shaked, del partito della Casa Ebraica pro-colonie, vedrebbe i casi di residenti della Cisgiordania reindirizzati alla Corte distrettuale di Gerusalemme. Tali casi includono i permessi di costruzione e pianificazione, le richieste d’ingresso e di uscita e servirebbe anche come corte d’appello per coloro che sono stati condannati dai tribunali militari israeliani.

La mossa è giustificata come un tentativo di ridurre il carico di casi dell’Alta Corte; tuttavia, i giudici dell’Alta Corte sono noti per essere critici nei confronti delle politiche coloniali israeliane e hanno spesso espresso la loro disapprovazione nei confronti del governo che ritarda l’evacuazione degli avamposti illegali nei Territori palestinesi occupati, nel tentativo di legalizzarli.

Il mese scorso, Shaked ha sostenuto la mossa affermando che la Corte distrettuale di Gerusalemme valuterà i fatti dei casi portati dai palestinesi, piuttosto che usare solo le “pretese di proprietà [dei palestinesi] che non sono supportate da prove”.

“Non meno importante è mettere fine all’attuale discriminazione contro i residenti di Giudea e Samaria [la Cisgiordania]. I loro diritti devono essere uguali a quelli di qualsiasi altro cittadino”, ha aggiunto, usando il nome israeliano per la Cisgiordania.

La settimana scorsa, Haya Sandberg, una stretta collaboratrice di Shaked, è stata scelta per prestare servizio nel tribunale distrettuale di Gerusalemme. Conosciuta per le sue forti vedute pro-colonie, Sandberg sarebbe molto probabilmente una dei giudici che ascolterà le petizioni dei palestinesi della Cisgiordania nella sua nuova posizione.

Reagendo alla decisione del Knesset, il parlamentare arabo Yousef Jabarin ha definito il disegno di legge come “un’altra proposta di laboratorio di un governo di destra filo-colonialismo, che cerca di normalizzare l’occupazione e che promuove l’aumento dell’annessione del territorio della Cisgiordania e del sistema giudiziario nell’area”.

Israele passa regolarmente leggi che facilitano il processo di costruzione delle colonie nei Territori palestinesi occupati. Ciò include l’autorizzazione di autorità municipali separate per i coloni nelle città palestinesi, al fine di fornire loro l’accesso ai servizi.

Israele ha anche legalizzato numerose colonie, in seguito agli attacchi della resistenza palestinese, come una forma di punizione collettiva. Dopo che la colonia di Havat Gilad è stata autorizzata all’inizio di questo mese, i coloni hanno sollecitato l’approvazione di circa 24 avamposti.

Le Nazioni Unite hanno ripetutamente condannato la costruzione di colonie israeliane, che sono illegali secondo il diritto internazionale, ritenendole un ostacolo al processo di pace, ma tali condanne sono sempre state ignorate da Israele.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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