Dopo 24 anni di illusione, cosa resta degli accordi di Oslo?

Ramallah – PIC. Il 13 settembre era il 24° anniversario degli accordi di Oslo, firmati senza che uno Stato Palestinese indipendente sia stato creato, nonostante gli accordi ne prevedessero la creazione in un termine di 5 anni in seguito alla firma.

Di questi accordi conclusi il 13 settembre 1993, oggi non resta altro che il coordinamento sanitario e un gran numero di colonie che hanno diviso la Cisgiordania in cantoni.

24 anni dopo Oslo, il Segretario generale dell’iniziativa nazionale palestinese, Mustafa Barghouti, crede che il coordinamento delle sicurezza creato dagli accordi di Oslo si fondasse su una falsa pretesa che il popolo palestinese restasse sotto occupazione e dovesse assicurare la sicurezza dell’occupante. Questa collaborazione deve, dunque, cessare e la riconciliazione deve essere raggiunta.

L’Autorità Palestinese (ANP), che ha protestato a più riprese contro la non applicazione dei termini dell’accordo di Oslo da parte dell’occupazione e contro il suo rifiuto di conformarvisi, ha minacciato di sciogliere l’accordo. Avigdor Lieberman ha risposto che si preannuncia la fine della collaborazione con l’Autorità Palestinese, tranne che per il coordinamento della sicurezza.

Secondo il professore di Scienze politiche, Abdul Sattar Qassem, “il coordinamento della sicurezza derivante da Oslo ha provocato una grande tragedia. I palestinesi si sono trasformati in guardiani del Regno di Israele, e se il prezzo per la Palestina è che i palestinesi comincino ad arrestarsi vicendevolmente per garantire la sicurezza degli israeliani, noi, popolo di Palestina, non vogliamo questo Stato. Sia dannato chi accetta questo compromesso”.

Scrittori e analisti affermano che l’accordo è ingiusto e ineguale e sminuisce i diritti dei Palestinesi, perché è stato firmato da un partito forte spalleggiato dall’Occidente, e in particolare dagli americani, e da uno più debole. La conseguenza logica è una diminuzione dei diritti del partito debole, e ciò è deleterio per la causa palestinese.

Il giornalista palestinese Amid Duweikat ha scritto sulla sua pagina Facebook: “L’accordo di Oslo avrebbe dovuto durare 5 anni, ma dura ormai da 24 e l’occupazione rispetta unicamente ciò che le interessa. E noi siamo legati da accordi che logorano il nostro diritto nazionale, ma abbiamo accettato anche di peggio”.

“I prigionieri sono ancora in prigione, le colonie crescono, le terre sono depredate, Gerusalemme è stata ebraicizzata, al-Aqsa divisa, non abbiamo più alcun potere sulle frontiere e sui passaggi, le zone palestinesi sono completamente abbandonate, senza dimenticare il coordinamento di sicurezza”.

Traduzione di Chiara Parisi

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