3 giornalisti uccisi in due attacchi aerei israeliani a Gaza e Deir al-Balah

Pchr-Gaza. Il Palestinian centre for human rights condanna fortemente l’uccisione di 3 giornalisti in due distinti raid aerei israeliani condotti nella giornata di martedì 20 novembre 2012 rispettivamente sulla città di Gaza e su quella di Deir al-Balah, situata al centro della Striscia.

Il Pchr ritiene che tali uccisioni siano finalizzate a far tacere la stampa, impedendo ai giornalisti di riportare informazioni circa le gravi violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali perpetrate dalle forze d’occupazione israeliane nei territori palestinesi occupati. Si consideri inoltre che la categoria dei giornalisti, in tempi di guerra, è tutelata da ulteriori e specifiche legislazioni umanitarie internazionali.

Secondo l’inchiesta condotta dal Pchr, verso le 17:45 di martedì, un caccia israeliano ha lanciato un missile contro Hassan Mohammed Salama, 30 anni, e Mahmoud Ali al-Koumi, 29, entrambi cameraman dell’emittente al-Aqsa Satellite Channel di Gaza. I due sono stati raggiunti dal razzo mentre si trovavano a bordo di un’automobile chiaramente contrassegnata dalla scritta “Tv”. La macchina stava percorrendo la via al-Shifa, nella parte occidentale della città di Gaza, diretta verso l’omonimo ospedale, dove i due operatori avrebbero dovuto filmare il ricovero delle ultime vittime degli attacchi aerei israeliani. Entrambi sono morti sul colpo.

Verso le 18:40 un altro aereo ha lanciato un missile contro Mohammed Mousa Abu Eisha, 24 anni, manager del canale televisivo al-Quds Educational Television. Egli stava passeggiando in compagnia di un amico, Hassan Yousef al-Ostaz, 22. Entrambi erano originari di Deir al-Balah, dove hanno trovato la morte raggiunti dal razzo israeliano.

In un altro attacco, verificatosi verso le 02:00 di mercoledì 21 novembre 2012, i caccia israeliani hanno sparato un paio missili direzionandoli verso la zona compresa tra l’Orient/Beach Hotel e Beach road, dove dozzine di giornalisti e reporter internazionali solitamente soggiornano. Jarrko Tiitinen, un giornalista free-lance finlandese, ha riportato al Phcr che il primo dei due missili, esplodendo, ha causato l’interruzione della corrente elettrica dell’hotel. Ha poi segnalato che il secondo razzo ha causato danni superficiali all’edificio alberghiero e che un inserviente della struttura è rimasto ferito.

Gli israeliani non si sono minimamente preoccupati del fatto che già nella giornata di domenica 18 novembre 2012 una decina di impiegati erano rimasti feriti quando gli aerei militari hanno bombardato gli uffici di al-Quds Educational e di al-Aqsa Satellite Channel.

Gli hacker israeliani hanno inoltre continuato ad infestare i siti d’informazione palestinesi e a interferire nelle comunicazioni radio.

Con queste ultime vittime, il numero di giornalisti uccisi dalle forze militari israeliane è salito a 13 dall’anno 2000. Tra essi, due erano internazionali. A dozzine si contano quelli che sono rimasti feriti.

Il Phcr condanna fortemente questi crimini e:

– sottolinea che tali uccisioni sono finalizzate a far tacere la stampa, impedendo ai giornalisti di riportare informazioni circa i crimini perpetrati dalle forze d’occupazione israeliane ai danni dei civili palestinesi.

– ricorda che giornalisti e altri professionisti dell’informazione, così come i civili, godono in tempo di guerra della tutela di leggi umanitarie internazionali specifiche.

– segnala che questi crimini ledono i diritti di libertà d’opinione ed espressione, così come quello di ottenere informazioni da diverse fonti. Tali diritti sono garantiti dagli standard umanitari internazionali.

– fa appello alla comunità internazionale ed in particolare alle Alte Parti Contraenti le Convenzioni di Ginevra del 1949, affinché tengano fede agli accordi stipulati ed agiscano al fine di garantire il rispetto di tali convenzioni e l’impedimento di una loro violazione da parte di Tel Aviv.

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