Soltanto 30 minuti per vedere il figlio malato di leucemia

Betlemme-Wafa e Ma’an. Ad un detenuto palestinese è stato permesso di vedere il proprio figlio, che sta lottando contro la leucemia in un ospedale israeliano, soltanto per 30 minuti, lunedì mattina.
Rajab Tahhan, che sconta l’ergastolo in una prigione israeliana, ha ricevuto il permesso di passare soltanto 30 minuti con suo figlio, Majd, 19 anni, nell’ospedale israeliano dove riceve le cure contro la leucemia.
I servizi della prigione israeliani hanno portato Tahhan a vedere suo figlio al Centro Medico Hadassah, a Gerusalemme. Durante la visita, il padre è rimasto ammanettato sia ai polsi che alle caviglie, e non gli è stato permesso di incontrare altri membri della famiglia.
Il reparto della clinica è stato chiuso durante la breve visita.
Il padre e il figlio hanno pianto durante l’intero incontro, per la gioia e per la tristezza.
Secondo l’associazione per i diritti dei prigionieri Addameer, ad agosto vi erano 6.279 prigionieri nelle carceri israeliane, 520 dei quali scontando l’ergastolo.

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