4 combattenti palestinesi morti a seguito di scontri con le forze israeliane.

Gaza – Infopal

Ieri sera, quattro resistenti sono morti: due a seguito delle ferite riportate, e gli altri due durante gli scontri con le forze di occupazione israeliane a nord e a sud della Striscia di Gaza.

Mohammad Zaki al-Masri, di 19 anni, è stato ucciso durante gli scontri con i soldati israeliani dietro il cimitero est di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo un comunicato delle brigate an-Naser Salah-Iddin, “uno dei gruppi è stato sorpreso da una forza speciale israeliana mentre stavano piazzando cariche esplosive. La formazione si è scontrata con i soldati e un combattente è stato ucciso. Gli altri sono tornati alla base illesi”.

Osama Abu Anza, membro delle brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, è stato ucciso in combattimenti con le forze israeliane vicino al valico di Karm Abu Salem, nel sud della Striscia di Gaza.

A seguito dell’incidente, diversi carrarmati sono penetrate nel triangolo di frontiera tra Egitto, Israele e Striscia di Gaza. La radio israeliana ha riferito che "l’esercito ha fatto fallire un’operazione nella zona".

Deceduti due feriti

Sempre ieri, sono deceduti due combattenti di al-Qassam a seguito delle ferite riportate nei giorni scorsi e per le quali erano in cura in ospedali egiziani: Mohammad al-Mutawek di 23 anni e Abdullah Salman, entrambi della cittadina di Jabalia.
Al-Mutawek e Salman erano rimasti gravemente feriti da un’esplosione, la settimana scorsa, all’interno della casa del primo.

L’ora zero

Da parte sua, il movimento di Hamas ha ribadito che se non si interviene per fermare le aggressioni israeliane e per rompere l’assedio, “ci sarà una rivolta popolare. L’ora zero si sta avvicinando”.
In
un comunicato stampa, il movimento ha invitato il popolo palestinese a "pregare Dio per vincere contro il nemico" e ha invitato i popoli arabi e islamici a manifestare, oggi, venerdì, in tutte le città a sostegno verso il popolo palestinese.
Hamas ha chiesto ai governanti arabi "di stare dalla parte del popolo palestinese per aprire il valico di Rafah. Non ci sono scuse per la dirigenza egiziana e nemmeno per i capi arabi per la chiusura del valico"
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