Organizzazioni non governative palestinesi: si ponga fine alla sofferenza di Gaza

Comunicato stampa congiunto: le PNGO e le Organizzazioni per i diritti umani invitano a porre immediatamente fine alla sofferenza dei civili a causa delle interruzioni dell’elettricità.

Le organizzazioni palestinesi non governative (PNGO) e le organizzazioni per i diritti umani nella Striscia di Gaza esprimono la loro profonda preoccupazione per il deteriorarsi delle condizioni umanitarie della popolazione della Striscia di Gaza a causa dello stretto e continuo blocco imposto da Israele a 1 milione e 800 mila persone e del suo impatto in ogni aspetto della loro vita, mentre la comunità internazionale resta in silenzio di fronte alle violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze di occupazione israeliane.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani sono profondamente preoccupate per l’aggravarsi delle interruzioni dell’ energia elettrica derivanti da queste politiche che portano ad una catastrofe umanitaria imminente che impatta gravemente su tutti gli interessi vitali della popolazione , compresi acqua e servizi igienici, servizi educativi e tutti i servizi quotidiani necessari ed essenziali.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani temono che il deterioramento in tutti gli aspetti della vita della popolazione possa peggiorare ulteriormente a causa della conseguenza della scissione politica palestinese e il fallimento dei due partiti per risolvere la crisi energetica che è persistente dalla fine di giugno 2006, quando le forze israeliane hanno bombardato la centrale elettrica di Gaza.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani osservano con profonda preoccupazione il deterioramento delle condizioni umanitarie della popolazione della Striscia di Gaza dal 1 novembre 2013, quando la centrale elettrica di Gaza è stato costretta a chiudere per la mancanza di carburante. Entrambi i governi di Ramallah e di Gaza non sono riusciti a prendere tutte le misure efficaci per superare questa crisi e le sue conseguenze , e quindi tutti i servizi di base giornalieri necessari alla popolazione sono disastrosamente peggiorati. In conseguenza alla crisi, le forniture di energia elettrica a tutte le strutture vitali, tra cui case e ospedali, servizi ambientali ed educativi, sono state drasticamente diminuite; l’elettricità è spenta per 12 ore e poi accesa solo per 6 ore.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani ritengono che il deterioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza è essenzialmente il risultato di politiche sistematiche di Israele contro la popolazione civile, tra cui bombardare l’unica centrale elettrica della Striscia di Gaza a fine giugno del 2006, e diminuire le forniture di carburante alla centrale per la chiusura illegale imposta alla Striscia di Gaza. Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani sono consapevoli del continuo deterioramento dei diritti umani e delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza a causa delle interruzioni di energia elettrica, mentre la comunità internazionale resta in silenzio per le violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze israeliane, che hanno creato e perpetuato la crisi, prendendo di mira le infrastrutture dei settori dell’energia elettrica, come linee di approvvigionamento e trasporto e torri, durante le ripetute incursioni nella Striscia di Gaza, o utilizzando carburante o altri beni da consumo come mezzo per punire la popolazione, e il fallimento delle autorità israeliane nel soddisfare i loro obblighi in quanto potenza occupante per mantenere il funzionamento delle strutture sanitarie e dei servizi idrici e igienico-sanitari.

Vale la pena notare che la crisi di energia elettrica è diventata una seria sfida nella vita normale della popolazione civile palestinese nella Striscia di Gaza, che pone rischi imminenti per tutti gli aspetti della vita quotidiana a causa del suo impatto diretto. Attualmente, la crisi ha portato alla sospensione di molti programmi di assistenza sanitaria e servizi, trattamento delle acque reflue, approvvigionamento idrico, in particolare negli edifici alti, e servizi educativi. I settori economici essenziali, in particolare laboratori e magazzini commerciali, hanno subito grosse perdite economiche, a causa degli attacchi israeliani e della chiusura imposta alla Striscia di Gaza. La vita per i palestinesi che vivono in edifici alti è diventato estremamente difficile a causa della mancanza di elettricità che è necessaria per far funzionare gli ascensori e per fornire approvvigionamenti idrici. La crisi ha colpito anche il processo educativo e le condizioni economiche e di vita della popolazione a causa della loro impossibilità di alternative alle forniture di energia elettrica, soprattutto per i prezzi elevati del carburante che la popolazione non può permettersi. Inoltre, la crisi di energia elettrica e gli sforzi della popolazione per trovare alternative hanno causato tragedie umane orribili. Secondo le informazioni delle organizzazioni per i diritti umani, 16 palestinesi, tra cui 14 bambini e una donna, sono morti a causa di incendi, e altri 9, tra cui 5 bambini, hanno subito ustioni dall’inizio del 2012.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani condannano fortemente il fallimento delle parti interessate nell’adempiere ai loro obblighi e adottare misure concrete per porre fine alle sofferenze della popolazione civile, mentre tutte le giustificazioni da loro rivendicate non sono accettabili. Ci sono preoccupazioni per la Striscia di Gaza che potrebbe trasformarsi in una zona disastrata per il deterioramento delle condizioni umanitarie. Le PNGO  e le organizzazioni per i diritti umani ritengono che tutte le parti interessate, compresa la comunità internazionale, la  potenza occupante secondo obblighi legali internazionali ed entrambi i governi di  Ramallah e di Gaza, dovrebbero garantire la tutela e il rispetto della dignità umana intrinseca come un valore la cui perdita non può mai essere giustificata, o essere oggetto di affari materiali o politici. Causare una sofferenza umana che può portare alla perdita di vite non può mai essere giustificata.

Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani nella Striscia di Gaza invitano tutte le parti ad agire immediatamente per fermare le sofferenze della popolazione civile e trovare soluzioni sostenibili e strategiche che prendano in considerazione le esigenze della popolazione civile e garantiscano la tutela della loro vita e il  rispetto per i loro diritti di base, tra cui la fornitura di tutte le partite di medicinali e di alimenti e i servizi di base che sono necessari alla popolazione. Le PNGO e le organizzazioni per i diritti umani sottolineano quanto segue:

1. Le autorità di occupazione israeliane sono giuridicamente responsabili del deterioramento delle condizioni umanitarie della popolazione della Striscia di Gaza e della chiusura illegale imposta alla Striscia di Gaza come una forma di punizione collettiva, in quanto Israele è una potenza occupante secondo la legge umanitaria internazionale, compresa la Quarta Convenzione di Ginevra del 1949.

2. La comunità internazionale è responsabile per il deterioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza a causa della sua incapacità di adempiere al proprio obbligo giuridico e morale e costringere Israele a togliere la chiusura illegale imposta alla Striscia di Gaza.

3. Entrambi i governi di Gaza e Ramallah devono immediatamente e seriamente agire per porre fine alla crisi dell’energia elettrica, superare le differenze il cui prezzo è pagato dalla popolazione della Striscia di Gaza, astenersi dallo spingere i servizi e i settori di base nel conflitto politico, porre fine alle sofferenze della popolazione civile e trovare soluzioni sostenibili e strategiche che tutelino i diritti fondamentali delle persone e i bisogni per adeguate condizioni di vita.

Palestinese non governative Organizzazioni Network
Centro Palestinese per i Diritti Umani
Al Mezan Center for Human Rights
Aldameer Associazione per i Diritti Umani

Traduzione di Edy Meroli

© Agenzia stampa Infopal
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