“Blacklist” per le organizzazioni che supportano il boicottaggio, il disinvestimento e le sansioni (BDS)

gilad_erdan_israel_ministerPalestine Chronicle. Il quotidiano israeliano Haaretz ha riportato che il ministro israeliano della Sicurezza Pubblica, Gilard Erdan, ha proposto che Israele crei una commissione che si occupi della blacklist di organizzazioni e individui che sostengono il movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS).

Secondo le fonti di informazione, Erdan inizialmente ha suggerito la gestione della black-list al ministro delle Finanze Moshe Kahlon, prima di mandare questi suggerimenti al Tesoro.

La proposta di Erdan impedirebbe agli enti che si trovano nella lack-list di partecipare a bandi del governo o di ricevere benefit finanziari dal governo israeliano.

La notizia arriva giorni dopo che le autorità israeliane hanno negato l’accesso in Israele all’attivista BDS del Malawi Isabel Phiri, che i media israeliani riportavano essere la “prima volta” nella nazione. “Ufficialmente” l’accesso è stato negato ad un cittadino straniero che supporta il movimento per i diritti palestinesi.

Il governo israeliano si è progressivamente interessato della crescita del movimento BDS, dal momento che l’appoggio ad esso si è esteso fino a includere aziende, università e istituti religiosi di tutto il mondo, disinvestendo nelle organizzazione complici di Israele nelle violazioni dei diritti palestinesi.

Una legge che vieta l’ingresso in Israele dei sostenitori del movimento BDS, era già stata presentata al Knesset (parlamento israeliano) il mese scorso.

Il ministro dell’Interno israeliano  Aryeh Deri ed Erdan hanno annunciato ad agosto che stavano formando una task force congiunta per “espellere e vietare l’entrata degli attivisti del BDS” in Israele e nei territori palestinesi occupati.

Traduzione di Ilaria Ziccardi

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