Adala chiede a ministro israeliano di revocare blocco vaccinazioni COVID-19 per i prigionieri palestinesi

Haifa-Wafa. Alla luce della direttiva del ministro della Pubblica sicurezza israeliana, Amir Ohana, che impedisce ai palestinesi detenuti da Israele di ricevere vaccinazioni, in violazione delle linee guida obbligatorie del ministero della Salute, Adalah –  Il Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele – domenica ha inviato una lettera urgente ad alti funzionari israeliani chiedendo di agire per revocare immediatamente la decisione di impedire ai palestinesi designati da Israele come “prigionieri di sicurezza” di ricevere il vaccino COVID-19.

Il direttore generale di Adalah, l’avvocato Hassan Jabarin, ha inviato una lettera a Ohana, al servizio penitenziario israeliano (IPS) e all’Incaricato d’affari Asher Vaknin, chiedendo di muoversi per revocare la decisione di Ohana di impedire la vaccinazione dei prigionieri palestinesi.

Jabarin ha anche invitato Israele ad astenersi dal violare i diritti umani e la salute dei prigionieri palestinesi detenuti nelle strutture israeliane, come le autorità hanno fatto in modo duraturo dallo scoppio della pandemia COVID-19, all’inizio del 2020.

Ohana aveva ordinato la vaccinazione solo dei lavoratori delle prigioni israeliane.

Quando il parlamentare israeliano, Moshe Arbel, ha interrogato Ohana sulle violazioni statali dei diritti di tutti coloro che erano tenuti prigionieri da Israele, Ohana ha chiarito che le sue direttive erano di bloccare le vaccinazioni dei “detenuti del carcere di sicurezza” – che è il modo nel quale Israele si riferisce ai prigionieri palestinesi.

Il ministero della Salute israeliano aveva in precedenza inviato una lettera al Ministero della Pubblica sicurezza, dicendo che le vaccinazioni devono essere fornite a coloro che fanno parte di gruppi ad alto rischio e a persone di età superiore ai 60 anni, specificando che l’IPS deve vaccinare i prigionieri sotto la sua tutela, in conformità con questi standard.

Adalah ha evidenziato che la direttiva del ministero della Pubblica sicurezza israeliana di escludere i “prigionieri palestinesi del carcere di sicurezza” dal ricevere il vaccino COVID-19, costituisce una violazione dei diritti sanitari e medici dei prigionieri e, allo stesso tempo, viola le istruzioni del ministero della Salute israeliano, nonché l’etica medica professionale che dovrebbe garantire la parità di trattamento per tutti.

La lettera sottolinea, inoltre, che non dovrebbe essere necessario ricordare al ministero della Pubblica sicurezza e all’IPS la responsabilità nel proteggere la vita e la salute dei prigionieri, come previsto dalla Legge Fondamentale di Israele: “Tutte le persone hanno diritto alla protezione della loro vita, del loro corpo e della loro dignità”. L’articolo 11 della stessa legge specifica che “tutte le autorità governative sono tenute a rispettare i diritti previsti dalla presente Legge Fondamentale”.

In aggiunta, il diritto internazionale e i trattati sui diritti umani, firmati da Israele, obbligano le sue autorità statali a fornire assistenza medica ai prigionieri.

Il direttore generale di Adalah, Hassan Jabarin, ha commentato: “La decisione del ministro della Pubblica sicurezza israeliana, Amir Ohana, di escludere i prigionieri palestinesi dal ricevere le vaccinazioni COVID-19 è razzista. Si tratta di una violazione dei diritti fondamentali e sanitari dei prigionieri, e delle leggi e convenzioni internazionali cui Israele è obbligato a mantenere.

Sfortunatamente, questa non è la prima volta che le autorità israeliane violano i diritti umani e sanitari dei prigionieri durante l’epidemia di COVID-19″.

Traduzione per InfoPal di Silvia Scandolari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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