Affari sospetti: vendita segreta delle proprietà della chiesa a Israele

PIC. La Corte distrettuale israeliana di Gerusalemme ha approvato un accordo che prevede la vendita di tre edifici appartenenti al Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme all’organizzazione ebraica Ateret Cohanim.

La vendita di due dei più grandi alberghi della Città Vecchia di Gerusalemme, gli hotel Imperial e Petra, nonché di un terzo edificio strategico aprirà la strada  per l’insediamento dell’organizzazione ed espandere le proprie attività che rappresentano una grande minaccia per il quartiere cristiano della città.

Confisca delle proprietà

Gli hotel Petra e Imperial hanno rispettivamente quattro e due piani, mentre il terzo edificio è una casa abitata da una famiglia palestinese e situata in via al-Mu’adhamiya nel quartiere musulmano della Città Vecchia.

Malgrado il fatto che le due amministrazioni alberghiere e la famiglia palestinese siano inquilini protetti, l’Ateret Cohanim inizierà presto i procedimenti di sfratto contro di loro in una cospirazione in cui sono coinvolti il governo israeliano e il comune di Gerusalemme.

Il capo del Dipartimento della Mappatura della Società degli studi arabi nella Gerusalemme Occupata, Khalil al-Tafakji, ha avvertito che c’è un piano israeliano volto principalmente alla confisca di edifici adiacenti agli ingressi della Città Vecchia con particolare attenzione alle proprietà della chiesa in prossimità della Moschea al-Aksa.

Tafakji ha detto al PIC che le chiese di Gerusalemme posseggono quasi il 24% della Città Vecchia e hanno detto che diverse associazioni di coloni hanno potuto fare molti affari ed acquistare una serie di proprietà che circondano importanti siti di Gerusalemme, in particolare la moschea di al-Aqsa.

Ha aggiunto che la Chiesa Ortodossa da sola possiede il 33% della dotazione cristiana di Gerusalemme e ha sottolineato che la vendita della casa al-Mu’adhamiya, situata su un importante incrocio che collega la porta di Asbat, la porta Hitta, e la moschea di al-Aqsa e la strada di al-Wad, sarà uno degli affari più rischiosi della zona.

L’esperto palestinese ha spiegato che la casa è stata abitata da una famiglia palestinese in quanto la Cisgiordania era sotto il governo giordano, aggiungendo che Ateret Cohanim è nota per il suo coinvolgimento in diversi schemi di spostamento mossa contro i gerosolimitani.

L’espansione degli insediamenti

Tafakji ha affermato che i piani di espansione dei coloni sono stati avviati nei primi anni 1980 dopo la risoluzione della “riunificazione di Gerusalemme” per sequestrare le case nei pressi di Bab al-Sahera e Bab al-Khalil e nell’area di al-Wad con il pretesto di essere “proprietà assenti” per il controllo dei principali ingressi e uscite della Città Vecchia di Gerusalemme.

Inoltre Tafakji ribadisce che il patriarcato greco ortodosso ha consentito a molte associazioni di insediamento di affittare proprietà per lunghi periodi fino a 99 anni e poi è arrivato a vendere ufficialmente proprietà e dotazioni cristiane ai gruppi ebrei dichiarando che il patriarcato ortodosso soffre di un crisi finanziaria.

Tafakji afferma che tali offerte sospette non si limitavano solo alla Città Vecchia e Gerusalemme Ovest, ma anche a Jaffa, Rehavia e Qaysariya, e che il Patriarcato greco-ortodosso egoisticamente non si preoccupa per la lotta palestinese, chiedendo: “Dove vanno a finire tutti i soldi?”

Traduzione di Licia Deb.

© Agenzia stampa Infopal
E' permessa la riproduzione previa citazione della fonte "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"