Aggiornamenti dalla prigioni dell’occupazione israeliana

Palestina occupata – InfoPal. Pubblichiamo qui di seguito un elenco di casi di violazioni israeliane della libertà di cittadini palestinesi, giornalisti compresi.

  • Oggi ha 43 anni e nel 1993, anno del suo arresto, ne aveva 21: è Taher Mohammed Zayoud, di Jenin. Israele lo accusa di coinvolgimento in attività della resistenza contro obiettivi israeliani. Oggi sono 19 anni di prigionia. Non si hanno notizie sul suo stato. A sei mesi dall’arresto perse il padre. Fino ad ora ha trascorso gran parte del tempo in isolamento e, soprattutto, da dieci anni Israele gli vieta ogni visita dall’esterno.

Il ministero per gli Affari dei Prigionieri di Gaza riporta il suo caso e ricorda che sono 122 i palestinesi detenuti da Israele dal periodo precedente agli Accordi di Oslo (1993). 52 sono veterani (detenuti da almeno 20 anni), e 23 decani, da oltre 25 anni in prigione.

  • E’ stata estesa di altri sei mesi la detenzione amministrativa nei confronti del giornalista palestinese ‘Amer Abu ‘Arafah su richiesta dell’Intelligence israeliana. Ha 28 anni ed è il corrispondente da al-Khalil (Hebron) dell’agenzia palestinese Shehab. Era stato arrestato nell’agosto scorso.

Tadamon, fondazione per i Diritti Umani ricorda altri giornalisti detenuti da Israele: Amin Abu Wardah, dell’agenzia Palestine News Network (Pnn), Nawaf Abu ‘Amer direttore del programma della Tv al-Quds, Walid Khaled, direttore della testata gionalistica con sede in Cisgiordania Palestine.

  • Israele ha arrestato altri giornalisti nelle ultime ore. Un fotoreporter palestinese è stato arrestato ad ash-Shuyukh, (Hebron). Si tratta di Shadi ‘Eisaa ‘Abd Warasnah, di 22 anni. A Betlemme Israele ha arrestato il fotoreporter Suhaib al-‘Asa, di al-‘Abidiyah.
  • Le forze d’occupazione israeliane hanno condotto una brutale incursione nella casa del detenuto ‘Adel ‘Abdelqader ‘Amayrah, da otto anni in prigione con l’accusa di affiliazione a Hamas.

I militari hanno sparso il terrore tra i familiari, bambini compresi, costretti a stare in una stanza affinché i militari potessero vandalizzare il resto dell’abitazione in piena libertà.

  • Per la terza volta, Khader ‘Adnan, leader del Jihad Islamico, da lungo in sciopero della fame, è stato trasferito in un altro ospedale, questa volta in una struttura specialistica cardiologica situata ad al-Quds (Gerusalemme). Il suo legale afferma: “Ha perso molto peso, ma è cosciente”.

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