Akhras: non interromperò il mio sciopero finché non riavrò la mia libertà

PIC. Domenica sera Maher Al-Akhras ha confermato di essere ancora determinato a portare a termine la sua battaglia per la libertà e, nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute, non intende arrendersi fino a che non potrà ritornare a casa con la sua famiglia nella città di Silat al-Dhahr, nel sud del Jenin.
In sciopero della fame da 91 giorni, Akhras ringrazia, dal Kaplan Hospital, in Israele, luogo in cui è detenuto, coloro che in Palestina e nel resto del mondo hanno espresso la loro solidarietà nei suoi confronti.

Soltanto questa domenica la madre e la sua famiglia sono stati autorizzati a fargli visita per la prima volta da quando è stato arrestato e ha iniziato lo sciopero della fame. Maher ha dichiarato al giornale Al-Quds: “La mia condizione di salute è grave, ma i miei principi morali sono forti e superiori. Non interromperò il mio digiuno per le decisioni e le minacce dello stato di occupazione israeliano… La libertà o il martirio”.
Maher ha mostrato grande felicità quando la madre, la moglie e i figli sono entrati nella sua stanza e l’hanno abbracciato per la prima volta dopo l’inizio del digiuno. Tutta la sua famiglia è stata trattenuta per due giorni prima di poter entrare nella sua stanza e abbracciarlo.
Ha detto, rivolgendosi alla stampa: “Prendo tutta la mia forza dal popolo palestinese e dalle famiglie di tutti i prigionieri e i martiri, perché è con la forza che ci riprendiamo la nostra libertà da Israele. Non ci piegheranno o distruggeranno mai. Le prese di posizione del nostro popolo, ovunque, con me, sono la migliore dimostrazione”.
“In tutte le fasi che sto attraversando, la mia gente mi dà la forza. Grazie a tutto il nostro popolo per essere dalla mia parte perché questa non è solo la mia sfida, è la sfida della Palestina che si rifiuta di sopportare le umiliazioni, gli insulti e l’occupazione di Israele”, ha aggiunto Akhras.
Al-Akhras è stato visto di buon umore, anche se dalla sua voce si avvertiva tutto il dolore e la fatica che sta vivendo. Alla fine, ha concluso il suo discorso ringraziando e salutando tutto il popolo palestinese, i media e chiunque supporti lui e la sua battaglia. Maher ha inoltre lodato tutte le persone libere del mondo che decidono di stare dalla parte della verità, della giustizia e della libertà.

Traduzione per InfoPal di Sara Origgio

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