Al-Akhras continua lo sciopero della fame per il 70º giorno consecutivo

Jenin – IMEMC, PIC e Quds Press. Domenica, la Società per i prigionieri palestinesi (PPS) ha riferito che Maher al-Akhras, un prigioniero politico detenuto da Israele senza né accuse né processo, sta portando avanti lo sciopero della fame per il 70º giorno consecutivo, nonostante le sue condizioni di salute siano gravemente deteriorate.

La PPS ha dichiarato che al-Akhras, 49 anni, di Jenin, nel nord della Cisgiordania, si trova nel centro medico israeliano Kaplan, determinato a continuare il suo sciopero e, finora, le sue richieste di scarcerazione sono state costantemente respinte, sebbene non esistano accuse contro di lui.

Ha aggiunto che, due giorni fa, un tribunale israeliano ha negato un appello per il suo rilascio, per la seconda volta dal 23 settembre, quando un tribunale ha “congelato” un ordine di detenzione amministrativa contro di lui, che significa semplicemente che tali ordini non sono annullati e potrebbero essere rinnovati in qualsiasi momento dopo l’interruzione dello sciopero.

Maher è dimagrito molto, è sempre affaticato, perde più volte conoscenza, non può muoversi e soffre di convulsioni, ma rifiuta di assumere farmaci o vitamine.

“Dal suo letto d’ospedale, al-Akhras ha dato un messaggio al suo avvocato”, ha aggiunto la PPS, “O libertà o morte”.

Al-Akhras è un padre di sei figli, della cittadina di Sielet ath-Thaher, a sud di Jenin, nel nord della Cisgiordania.

È stato rapito e imprigionato da Israele numerose volte, tra cui il 27 luglio 2020, quanto è stato arrestato e ha ricevuto un ordine di detenzione amministrativa di quattro mesi. Prima della sua attuale detenzione, al-Akhras ha trascorso oltre quattro anni in prigione, compresi molti mesi in detenzione amministrativa.

 

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