Al-Khalil: 100 palestinesi catturati nel mese di giugno 2010

Imemc. Un rapporto pubblicato dalla sezione di al-Khalil (Hebron) dell'Associazione dei detenuti palestinesi (Adp) ha rivelato che i soldati israeliani, nel corso del mese di giugno, hanno catturato un totale di 100 palestinesi in diversi quartieri della città, e nelle cittadine e nei villaggi dei dintorni.

Il rapporto dell'Adp aggiunge che alcuni dei residenti arrestati erano infermi, ex detenuti e minorenni.

Nel corso delle operazioni di cattura, i soldati hanno attaccato e torturato le loro vittime di fronte ai familiari – non prima di aver fatto saltare in aria le porte delle loro case, irrompendo al loro interno e sottoponendole a perquisizioni vandaliche.

Nel corso di simili operazioni, i soldati hanno confiscato computer, cellulari e altri effetti personali.
Come già accennato, sedici degli arrestati soffrono di problemi di salute e necessitano di controlli medici e cure costanti; due sono i disabili.

I militari hanno inoltre fermato diciannove studenti, facendo pressioni perché collaborassero con la sicurezza israeliana in cambio del loro rilascio. Undici di loro non frequentano ancora l'università.

Secondo quanto specifica il rapporto, in 23 sono stati trasferiti nei centri per gli interrogatori ad Ashqelon e al-Maskobiyya.

Vittime delle aggressioni e della cattura da parte dell'esercito israeliano sono state anche diverse donne, tra cui Eman Bader Ikhlayyil, 33 anni, ricoverata in ospedale dopo aver subito violenze fisiche da parte delle truppe e rilasciata dietro una cauzione di 1.000 shekel [circa 210 €, ndr].

La detenzione nelle carceri israeliane rappresenta una tortura per i palestinesi con problemi di salute: nel rapporto si ricorda infatti che Israele priva i suoi prigionieri dei loro diritti di base, tra cui il diritto a ricevere le cure mediche e le visite dei parenti. 

 

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