Al-Khalil, città fondata dai cananei

18486363_1460241324039057_6872289710070214941_nA cura dei Giovani Palestinesi d’Italia. Al-Khalil (Hebron) è una città palestinese situata in Cisgiordania a circa 35 km a sud di Gerusalemme.

Fondata dai Cananei nella prima Età del bronzo, oggi è la più grande città della Cisgiordania in termini di superficie e di popolazione: circa 200 mila palestinesi e 700 ebrei e una superficie di 42 km.
La città è famosa per le sue uve e per le fabbriche di ceramiche e vetri ed è venerata da ebrei, cristiani e musulmani, per la presenza della Moschea di Abramo considerata il sepolcro di Abramo, Isacco e Giacobbe, e per questo viene chiamata anche “Tomba dei Patriarchi”.

Nel 1997 la città venne divisa in due settori: Hebron 2 (circa il 20% della città), sotto controllo dell’esercito israeliano, e Hebron 1, affidata al controllo dell’Autorità Palestinese. Ciò avvenne come conseguenza della strage commessa da Baruch Goldstein, un membro dell’organizzazione della Lega di Difesa Ebraica che, nel 26 febbraio del 1994, penetrò nella moschea di Abramo in uniforme e trucidò a colpi di fucile mitragliatore decine di musulmani impegnati nella preghiera canonica, causando 60 vittime e l’esasperata reazione dei sopravvissuti, che linciarono l’attentatore.

Ad oggi, per i civili israeliani è legale accedere al 4% del territorio della città di Hebron, mentre i palestinesi sono sottoposti ad uno stretto regime di permessi e controlli per accedere a servizi e abitazioni rimaste nella zona sotto controllo israeliano.
Nelle colline a sud della città è molto forte il conflitto e il disagio delle popolazioni arabe che vedono la presenza ebraica come un’occupazione di terre destinate al futuro stato di Palestina, dovuto all’espandersi degli insediamenti israeliani.

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