Amnesty esorta Israele a porre fine alla violenza letale contro i dimostranti palestinesi

MEMO. Amnesty international ha esortato le autorità israeliane a porre fine all’uso di “violenza eccessiva” contro i dimostranti nei Territori palestinesi occupati, accusando le forze israeliane di un uso della violenza “arbitrario” e “offensivo” contro i civili disarmati.

In una dichiarazione rilasciata il 21 dicembre, l’organizzazione internazionale per i diritti umani ha richiamato l’attenzione sulle vittime palestinesi delle ultime due settimane, che contano 4 morti e più di 3000 feriti dall’esercito israeliano durante le manifestazioni nei territori occupati.

Amnesty descrive l’uso da parte delle forze israeliane di proiettili veri contro i manifestanti come “particolarmente allarmante”, citando l’uccisione di Ibrahim Abu Thurraya il 15 dicembre, al quale, dice la dichiarazione, “un soldato israeliano ha sparato alla testa” da 15 metri di distanza mentre egli sedeva “con un gruppo di giovani dimostranti”.

Facendo riferimento a testimonianze dirette, Amnesty dichiara che Abu Thurraya stava “sventolando una bandiera palestinese e intonando slogan”, ed era “in possesso di una fionda, di cui non faceva uso”.

“Le autorità israeliane devono cessare l’uso eccessivo della forza contro i manifestanti una volta per tutte. Il fatto che reali proiettili siano stati usati durante le proteste a Gaza e in Cisgiordania è alquanto scioccante”, ha detto Philip Luther, direttore delle ricerche di Amnesty per Medio Oriente e Nord Africa.

“Secondo il diritto internazionale in materia di diritti umani l’eliminazione fisica può essere usata solo quando le vite sono a rischio imminente, e non era questo chiaramente il caso in esempio che abbiamo documentato”, ha aggiunto.

Secondo Luther: “Le autorità israeliane hanno ripetutamente rifiutato di investigare le uccisioni di palestinesi da parte di soldati israeliani o della polizia o comunque non l’hanno fatto seguendo le norme internazionali.

“Finché gli ufficiali israeliani continueranno a non essere ritenuti responsabili per l’abuso del loro potere, il sistema delle uccisioni illegali andrà avanti, e ai palestinesi sarà negato il diritto di protestare pacificamente senza paura di rimanere feriti o di venire uccisi”.

Il l’alto funzionario di Amnesty ha sollecitato Israele a “investigare adeguatamente su tutti i casi in cui risulta sia stato fatto uso di un arbitrario e violento utilizzo della forza e a portare i sospetti di fronte alla giustizia”, e ha poi esortato a “riformare il sistema investigativo per assicurarne l’imparzialità e l’indipendenza”.

Traduzione di Luna Ledi Prestint e Daniela Caruso

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