Aperta a Gerusalemme una strada dell’Apartheid

Gerusalemme-IMEMC. Giovedì, le autorità di occupazione israeliane hanno aperto una “strada dell’apartheid” a Gerusalemme, che separa i Palestinesi dai coloni israeliani con un muro che si estende fino a 8 metri di altezza.

La strada, la n. 4370, lunga 3,5 chilometri, collega l’insediamento di Giv’at Binyamin (insediamento Adam) alla strada Tel Aviv – Gerusalemme, situata tra l’incrocio della Collina Francese e il tunnel che porta al monte Masharaf.

Il lato occidentale della strada è stato aperto due settimane fa, annullando il movimento dei cittadini palestinesi, e impedirà loro di entrare a Gerusalemme.

Un rapporto pubblicato sul quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che l’apertura della strada è stata ritardata a causa delle differenze tra esercito e polizia israeliana riguardo a chi subentrerà nel nuovo check-point, con la responsabilità, in ultima analisi, di essere consegnata al “Polizia di frontiera”.

Secondo il piano, la barriera impedirà l’ingresso a Gerusalemme ai residenti palestinesi della Cisgiordania. Di conseguenza, i conducenti palestinesi viaggeranno sul lato “palestinese” della strada, intorno alla parte orientale di Gerusalemme, senza essere autorizzati ad entrarvi.

Il rapporto ha sottolineato che si prevede che la maggior parte degli “utenti della strada dell’apartheid” saranno residenti di insediamenti stabiliti su terreni a nord di Gerusalemme.

Il ministro israeliano delle Comunicazioni, Yisrael Katz, ha dichiarato che i colloqui sono stati un passo importante per collegare i coloni “Benjamin” a Gerusalemme e per rafforzare quella che ha definito la “Metropoli di Gerusalemme”.

Katz ha affermato che la strada è “un modello della possibilità di creare una vita condivisa tra israeliani e palestinesi, mantenendo le attuali sfide alla sicurezza”.

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