Appello europeo per manifestazione davanti alla CPI il 29 novembre

Appello europeo per manifestazione davanti alla CPI il 29 novembre.

Per la prima volta, una grande azione unitaria europea si terrà il 29 novembre all’Aia per chiedere al procuratore generale della Corte penale internazionale che faccia finalmente il suo lavoro e si occupi dei numerosi documenti di denuncia che sono stati le debitamente documentati e depositati, riguardo a crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi da Israele.

È importante. Vi chiediamo di tenervi liberi in questo giorno per venire con noi e di convincere un massimo di persone intorno a voi a partecipare a questa azione.

Alcuni autobus saranno noleggiati da diverse città principali (e dei blablacar saranno organizzati) per fare il viaggio di andata e ritorno durante la giornata, per manifestare davanti alla CPI venerdì 29 novembre, che sarà la Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese.

Di seguito la chiamata in francese, inglese e arabo, così come i suoi numerosi firmatari, e il disegno di Carlos Latuff, che illustra bene la situazione:

Manifestiamo all’Aia affinché i crimini di Israele possano finalmente essere giudicati dalla CPI!

Il procuratore generale della CPI (Corte Penale Internazionale con sede all’Aia), Fatou Bensouda, rifiuta di trattare le denunce presentate contro i crimini israeliani, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

Di recente, la Camera d’appello della CPI è stata costretta a ordinarle di riconsiderare il suo rifiuto di continuare le indagini sull’assalto sanguinario di pirateria israeliana il 31 maggio 2010 contro la Mavi Marmara, una nave della flottiglia umanitaria in rotta verso Gaza. Bensouda ha tempo fino al 2 dicembre per rivedere la sua posizione, ma solo lei è in grado di decidere.

(Nel 2013, lo stato delle Comore, il Paese di bandiera della Mavi Marmara, ha presentato una denuncia per crimini di guerra alla CPI, ma il Procuratore Bensouda ha decretato che non avrebbe perseguito Israele perché il il crimine era “non abbastanza di massa”).

Perciò, anche quando i crimini di massa del regime dell’apartheid sono evidenti, come nel caso dei massacri di Gaza dell’estate 2014 (oltre 2400 palestinesi uccisi, tra cui 600 bambini), Bensouda non ha fretta: non ha ancora reso le sue conclusioni su questo dossier, “in fase di studio” da oltre 4 anni.

Le ONG di Al-Haq, Al Mezan e il Centro palestinese per i diritti umani hanno raccolto innumerevoli prove di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi da Israele (persecuzione, apartheid, furto, distruzione e saccheggio di proprietà palestinesi e centinaia di omicidi in Cisgiordania e Gerusalemme est dal 2014). Hanno presentato queste denunce al Procuratore Generale della CPI, nonostante le provate minacce di morte da Israele fatte ai loro membri.

Allo stesso modo, 650 dossier di denuncia ben documentati riguardanti le uccisioni e le gravi ferite dei manifestanti durante la Marcia del Ritorno a Gaza sono stati debitamente depositati presso la CPI.

Saranno anch’essi seppelliti dal Procuratore Generale?

Noi, uomini e donne di coscienza, chiamiamo a manifestare davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aia venerdì 29 novembre 2019, in occasione della Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese.

Unisciti a noi!

CAPJPO-EuroPalestine

www.europalestine.com                      

Traduzione per InfoPal di Chiara Parisi

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