Applicazione israeliana distrugge al-Aqsa e la sostituisce con tempio ebraico

MEMO. Una mostra turistica israeliana ha lanciato un’App che consente ai visitatori di Gerusalemme di distruggere virtualmente la moschea di al-Aqsa e sostituirla con un tempio ebraico, promuovendo l’impegno dichiarato del governo di smantellare il sito sacro musulmano.

L’app per smartphone fa parte di una mostra finanziata dal governo dal titolo “The Western Wall Experience”. Quando l’app è puntata verso il complesso della moschea, fa sparire la Cupola della Roccia e la sostituisce con l’immagine di un tempio ebraico.
 
Ciò consente ai visitatori di “posare per una foto ricordo” in un paesaggio immaginario in cui i siti sacri musulmani sono stati distrutti.
 
L’app è sponsorizzata anche dal gruppo sionista Aish Hatorah, il cui fondatore, Rabbi Steven Burg, ha twittato le foto di come appare il tempio sull’app.
Burg è anche l’ex-direttore del Centro Simon Wiesenthal, una lobby israeliana con base a Los Angeles che sta costruendo un “Museo della tolleranza” sopra uno dei più antichi cimiteri musulmani di Gerusalemme, che dovrebbe essere inaugurato nel 2018.
 
Israele ha continuato a perpetuare il mito del “tempio ebraico” nel sito della moschea al-Aqsa, nonostante le prove archeologiche dicano il contrario. Ha usato la ricerca del presunto tempio per giustificare gli scavi sotto il santuario islamico, indebolendone le fondamenta.
 
Gruppi estremisti finanziati dal governo, come il Movimento del Tempio, hanno già realizzato progetti dettagliati in preparazione della costruzione di un tempio ebraico. Centinaia di coloni invadono regolarmente il complesso in coordinamento con le forze israeliane, eseguendo rituali e promettendo di distruggere la moschea, mentre i fedeli musulmani sono lasciati fuori.
 
Il mese scorso, Israele ha anche annunciato che avrebbe seguito gli Stati Uniti lasciando l’UNESCO, organismo culturale delle Nazioni Unite, dopo aver ripetutamente attaccato le risoluzioni “anti-israeliane” dell’organizzazione. L’UNESCO ha sostenuto, in diverse occasioni, il diritto palestinese su diversi siti nei Territori occupati, e l’anno scorso ha votato a favore di una risoluzione che negava qualsiasi legame tra la moschea di al-Aqsa e l’ebraismo.

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