‘Atallah Hanna: ‘Israele prova a scatenare conflitto confessionale per coprire l’occupazione’

Ramallah – InfoPal. “I responsabili dell'occupazione israeliana stanno lavorando per connotare il conflitto tra israeliani e palestinesi con aspetti di natura confessionale”.
Questo è stato l'ultimo ammonimento di 'Atallah Hanna, arcivescovo della chiesa greco-ortodossa di Sebastia, nell'ambito di una conferenza a Ramallah alla presenza della dirigenza politica e della sicurezza palestinese.

“Aspetti religiosi per fini politici. Il popolo palestinese non ha nulla contro il popolo ebraico né contro l'ebraismo. Tuttavia, l'azione di Israele sta creando questa falsa prospettiva e non è altro che un atto disumano e razzista che viola gli insegnamenti religiosi”.

Poi, pensando ai palestinesi di al-Quds (Gerusalemme), Hanna ha proseguito: “Gerusalemme vive in uno stato catastrofico per le azioni politiche di Israele e per il suo piano di pulizia etnica ai danni dei palestinesi gerosolimitani, umiliati e interdetti anche dal raggiungere i propri luoghi di preghiera della città. Infine, Israele strumentalizza il carattere ebraico per scopi bellici”.

Per ultimo, l'arcivescovo ha salutato la riconciliazione palestinese, definendola “una nuova fase di raccolta del consenso popolare e scudo protettivo degli interessi del popolo palestinese”.

Ma la stessa accusa rivolta a Israele giunge anche dall'Egitto.
Attivisti locali hanno dichiarato: “Israele fomenta conflitti settari interni all'Egitto per scoraggiare le manifestazioni in sostegno del popolo palestinese”.

Molti, infatti, sono gli appuntamenti egiziani dei vari fronti politici e religiosi organizzati in occasione dell'anniversario della Nakba (Catastrofe palestinese), il 15 maggio prossimo, mentre già diversi sono stati gli incidenti e attacchi tra musulmani e cristiani, la cui responsabilità gli egiziani imputano ad Israele.

Il neo partito di “Liberazione nazionale (ancora in fase di allestimento) ha reso nota la formazione di un comitato d'allestimento per una commissione permanente che affronti Israele. Il nuovo “Comitato permanente per la Liberazione della Palestina” monitorerà gli atti pubblici e segreti con cui Israele tenta di penetrare negli affari interni egiziani.

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