Atouf, capolavoro naturale contaminato dagli insediamenti illegali israeliani

PIC. Non appena si raggiungono i monti Atuf, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, ampi tratti di terre palestinesi creano un miscuglio di riserve verdi che sembrano essere inghiottite dagli insediamenti israeliani di nuova costruzione, rovinando la delizia prodotta dallo scenario naturale originale.

Tre grandi insediamenti – Beka’ot, Ro’i e Rutm – hanno inghiottito terre palestinesi sovrastando i contrafforti di al-Baki’a, sui monti Atuf.

Secondo Muayed Besharat, capo dell’ufficio dei Comitati per il lavoro agricolo a Gerico e della valle settentrionale del Giordano, la collina di al-Baki’a è la più grande nei Territori palestinesi occupati, dopo quelle di Marj bin Amer e Sanur.

Essa è situata a est della città di Tamun e si estende fino al fiume Giordano, il 70% delle sue terre era di proprietà di nativi palestinesi, confiscate poi dalle autorità di occupazione israeliane a favore della costruzione di insediamenti illegali.

Besharat ha aggiunto che l’occupazione israeliana classifica ampi tratti della collina come Area C e impedisce agli agricoltori di coltivare le proprie terre sotto l’apparenza della loro vicinanza alle zone militari israeliane e ai campi di addestramento.

Il contadino palestinese Jamal Bani Oudeh ha dichiarato che le terre di al-Baki’a rappresentano l’unica fonte di reddito per decine di agricoltori locali.

Tante volte è risuonato l’allarme per gli assalti perpetrati dagli israeliani che risiedevano nell’insediamento di Beka’ot protetti dalla polizia.

Secondo i dati del Centro nazionale di informazione palestinese, l’insediamento di Beka’ot è stato istituito nel 1972 nelle terre palestinesi di Tamun. Nelle sue fasi iniziali, l’insediamento aveva assunto un carattere paramilitare e agricolo prima di trasformarsi in una fonte di furto agricolo da parte dei coloni israeliani. Ampie tratte del bacino 43, noto come “terra di al-Safeira”, furono annesse dalle autorità di occupazione israeliane e dai coloni.

L’insediamento copre un’area complessiva di 344 dunum, di cui 229 non ricostruiti e recintati con filo spinato. La sua popolazione stimata alla fine del 2014 era di 169 coloni. Si ritiene che il numero sia aumentato drammaticamente negli ultimi due anni.

Traduzione per InfoPal di Bushra Al Said

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