Attacchi aerei egiziani uccidono decine di presunti cecchini nel Sinai settentrionale

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Cairo–Ma’an. Martedì notte l’esercito egiziano ha ucciso oltre 30 presunti cecchini, quando ha lanciato attacchi aerei multipli contro i bunker usati, a quanto riferito, dal gruppo della Provincia del Sinai, a nord della penisola del Sinai, secondo quanto riportato dalle fonti di sicurezza egiziane.

Secondo le fonti, cinque attacchi aerei hanno preso di mira gli “estremisti” affiliati alla Provincia del Sinai – ex Ansar Beit al-Maqdis – vicino ai villaggi di Beit Amira, al-Shalaq e al-Lufitat, a sud del paese di Sheikh Zuweid. Gli attacchi hanno ucciso 33 cecchini e ne hanno feriti oltre 50.

L’operazione ha contribuito a sventare una serie di attacchi del gruppo pianificati contro l’esercito egiziano, secondo quanto riferito dalle fonti.

La linea elettrica principale che serve i paesi egiziani di Rafah e Sheikh Zuweid e parte della Striscia di Gaza meridionale è stata danneggiata dagli attacchi.

L’enclave palestinese assediata ha già subito gravi carenze di energia nei mesi passati, con un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita già disastrose.

Anche a piena capacità, le reti elettriche egiziane e israeliane, insieme alla centrale elettrica di Gaza, non riescono a coprire il fabbisogno energetico della Striscia. La centrale non funziona a pieno regime da anni, con il blocco paralizzante di Israele che limita severamente le importazioni di combustibili nell’enclave costiera.

Le forze dell’esercito e della polizia egiziana sono state prese di mira da continui attacchi, che sono aumentati da quando nel 2013 il presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi ha sottratto il potere al democraticamente eletto Muhammad Morsi della Fratellanza Musulmana.

Traduzione di F.G.

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