Attacco al carcere di Gerico

Martedì 14 marzo le truppe israeliane munite di aerei da guerra, carri armati, bulldozer, armi leggere e missili, hanno dato l’assalto al carcere di Gerico dove erano rinchiusi un leader di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmed Saadat, e i suoi compagni, accusati dell’omicidio del ministro israeliano Rehavam Zeevi. Il carcere era sorvegliato da guardie statunitensi e britanniche che hanno lasciato il complesso poco prima dell’arrivo dell’esercito israeliano.

L’operazione, in pretto stile bellico, ha portato al rapimento dei prigionieri, e al consueto massacro, dimostrando, un’altra volta ancora, come il governo israeliano si comporti da entità al di sopra del diritto e della legalità.

Israele può mortificare uomini carcerati facendoli uscire semi-nudi di fronte alle telecamere di tutto il mondo, terrorizzare villaggi e città, scavalcare le autorità politiche, amministrative, carcerarie del popolo palestinese, umiliandone la dignità nazionale, comportarsi come ai tempi del Far West dando così prova di grande inciviltà, il tutto sotto l’occhio attento e passivo della comunità occidentale.

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