Aumentano le aggressioni contro i giornalisti palestinesi

PressTv. Il Sindacato dei giornalisti palestinesi condanna le aggressioni compiute ai danni della categoria sia dalle truppe militari israeliane che dalle forze di sicurezza palestinesi.

“Un rapporto realizzato di recente dal sindacato ha fatto emergere 18 casi di attacchi ai giornalisti palestinesi eseguiti nel mese in corso, finora, soprattutto da soldati israeliani”, ha riferito un corrispondente di Press TV.

“Nel rapporto, sono stati denunciati 18 casi di violazioni contro giornalisti nei Territori occupati palestinesi. La maggior parte di queste violazioni sono state commesse dalle forze d'occupazione israeliane contro giornalisti palestinesi”, ha dichiarato Omar Nazzal, membro del sindacato.

“Israele ha intensificato il proprio approccio violento contro i giornalisti palestinesi, prendendoli di mira in maniera deliberata”, si legge nel rapporto.

L'attacco più significativo è avvenuto ai danni del fotoreporter palestinese, Moheeb Al-Barghouthi, picchiato gravemente dalle truppe israeliane la scorsa settimana mentre copriva una dimostrazione nel villaggio di Nabil Saleh vicino a Ramallah.

Al-Barghouthi è stato ferito alla testa e ha riportato contusioni su tutto il corpo.

Intanto, tra Cisgiordania e Striscia di Gaza, sono stati riportati altri sette casi di attacchi nei confronti di giornalisti locali per mano delle forze di sicurezza palestinesi.

“Solitamente, le violazioni più gravi vengono commesse dalle forze d'occupazione israeliane. Dopo l'istituzione dell'Autorità palestinese (Anp), gli attacchi sono arrivati anche dalle forze di sicurezza palestinesi. Alcuni anni fa, il numero di attacchi contro i giornalisti si equivaleva tra la responsabilità dell'Anp e quella delle forze di occupazione israeliane, ma in generale, la maggior parte delle aggressioni proviene da queste ultime”, ha raccontato Fares Sarafendl, giornalista di “Al-Alam”.

Oltre a far uso della violenza fisica sui giornalisti palestinesi, le forze d'occupazione israeliane limitano la libertà di movimento degli stessi attraverso i posti di blocco, per impedire loro di raggiungere la propria destinazione e denunciare le atrocità commesse contro il popolo palestinese.

Nonostante queste violazioni israeliane dei diritti di categoria, in Palestina, i giornalisti continuano il proprio lavoro per smascherare la verità e rivelare i torti commessi contro il popolo palestinese.

Traduzione per InfoPal a cura di Federica Daga

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