Barghouti: l’occupazione ha diviso la Cisgiordania in 225 cantoni

Istanbul – PIC. Il Segretario generale dell’Iniziativa nazionale palestinese, e esperto politico, Mustafa Barghouti, ha dichiarato: “L’espansione delle colonie israeliane nei territori palestinesi è aumentata del 100% dall’elezione del presidente americano Donald Trump, nel dicembre scorso”.

In un’intervista rilasciata all’agenzia turca Anadolu, Barghouti ha sottolineato che il governo israeliano di Benjamin Netanyahu impedisce la creazione di uno stato palestinese indipendente.

“Siamo di fronte ad un progetto israeliano pericoloso, che deve essere contrastato da un fronte nazionale palestinese che sia unito, forte e efficace”.

Barghouti aggiunge: “Non esistono più ‘zone A’, cioè non esistono più zone sotto il controllo dell’Autorità palestinese, poiché Israele ha frammentato la Cisgiordania in 225 piccoli cantoni sparsi tra i punti di controllo, il muro di separazione e le colonie”.

Gli accordi di Oslo del 1993 hanno diviso la Cisgiordania in tre zone: A, B e C. La zona A rappresenta circa il 18% della superficie totale della Cisgiordania e si trova sotto il controllo amministrativo e di sicurezza dell’Autorità palestinese.

La zona B rappresenta il 21% della Cisgiordania, sotto il controllo sanitario, economico e educativo dell’ANP, ma la sicurezza è gestita dall’occupazione, mentre la zona C, cioè il 61% della Cisgiordania, è totalmente controllata da Israele.

Secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, l’occupazione non ha rispettato l’accordo di Oslo e continua ad intensificare le sue attività di espansione delle colonie, respingendo l’idea di una soluzione tra i due Stati; l’attività coloniale ha raggiunto un livello senza precedenti dall’inizio dell’anno, equivalente al triplo dell’attività del 2016.

Traduzione di Chiara Parisi

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