Berlusconi in Israele, dal Paese delle Banane allo Stato criminale di guerra.

Infopal. “Sono onorato, il mio Paese è onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento, che è il simbolo stesso della democrazia”. Sono le parole pronunciate dal nostro primo ministro, Silvio Berlusconi, davanti alla Knesset, il Parlamento israeliano, durante la recente visita in Israele (*).

In questi giorni è andato in scena un vero spettacolo ad uso e consumo dei veri sovrani d'Italia – gli Usa e Israele (e Gran Bretagna e Unione Europea, logge massoniche e quant'altro) – e dei detrattori di Berlusconi, quelli che attraverso la carta stampata e alcune tv hanno condotto la regia degli attacchi contro la “morale” del premier italiano, mirando in realtà a ben altro: la sua “amicizia” con la Russia di Putin, con la Libia di Qaddafi, la sua “cedevolezza” verso l'Iran, le mancate “riforme neoliberiste” in Italia, la sua politica energetica, e altro ancora. Evidentemente, tanta propaganda negativa ha sortito gli effetti voluti: le dichiarazioni di sudditanza a Israele e l'inimicizia verso un partner storico come l'Iran.

Il nostro premier, per salvar se stesso, le sue aziende (anche dalla minaccia di Rupert Murdoch), e per placare i virulenti attacchi alla sua immagine e alla sua stessa persona (fisicamente intesa), ha scelto, ancora una volta, di minare gli interessi nazionali e di vender la dignità del popolo italiano.

Ecco allora che per il presidente del Consiglio, Israele rappresenta il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente. Per noi, come hanno detto sia il Papa Giovanni Paolo II che il Rabbino Elio Toaff, il popolo ebraico è un 'fratello maggiore e noi, liberali di tutto il mondo, vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere”. E prosegue, augurandosi che Israele diventi “membro a pieno titolo dell'Unione Europea”.

Ma Berlusconi non si ferma al grido di “Viva Israele”. Va avanti e dà totale appoggio allo stato sionista, macchiatosi di numerosi crimini di guerra, nei suoi 61 anni di ingloriosa storia, e definisce addirittura “una reazione giusta ai missili di Hamas” l'Operazione Piombo Fuso, la carneficina dello scorso inverno contro la popolazione innocente di Gaza.

Il discorso del presidente del Consiglio è accolto da applausi scroscianti: la pecora smarrita è tornata all'ovile. Un ovile pieno di lupi.<!–[endif]–>

La svolta pro-Israele effettuata dall'Italia, rispetto a decenni di filo-arabismo, in questi ultimi anni di governi di destra-sinistra-destra, e in particolare, in questi giorni, hanno suscitato forti perplessità, delusioni e malumori nella comunità palestinese italiana.

Riportiamo qui di seguito l'intervista di Infopal al presidente dell'API, l'associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun.

“La visita del primo ministro Berlusconi, in sé, rappresenta un tradimento: ha calpestato 1400 innocenti caduti durante la guerra israeliana contro Gaza, 'Piombo Fuso'. Questa visita è un premio consegnato al governo israeliano. E' dal 1993, dagli accordi di Oslo, che Israele non solo non ha restituito un centimetri di terra palestinese, ma ne ha rubata altra, costruendo colonie, muri, checkpoint. In questo momento difficile per Israele, a causa dell'isolamento internazionale, del Rapporto Goldstone, ecc., vediamo un premier di un Paese come l’Italia, che ha avuto una lunga storia di solidarietà con i paesi oppressi, accolto dal governo Netanyahu, davanti al quale dichiara che 'Israele è uno Stato democratico'! Un paese che macella i palestinesi!

L'appoggio incondizionato di Berlusconi a Israele è un invito indiretto a compiere altri massacri come Piombo Fuso. Non ha detto una sola parola di critica verso l’occupazione e l’umiliazione cui sono soggetti i palestinesi. Non ha chiesto di rompere l’assedio a Gaza, di abbattere il Muro dell'Apartheid che strangola la Cisgiordania e Gerusalemme”.

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Come commenta l'augurio del premier a Israele affinché diventi “membro a pieno titolo della Ue”?

“Con le sue dichiarazioni, Berlusconi ha superato quelle dello stesso governo israeliano. E' stato più realista del Re. E’ spaventoso questo suo modo di sostenere il terrorismo sionista. Ciò non aiuta affatto il processo di pace, che l'Italia e l'Unione Europea devono sostenere, in modo da vedere realizzati i diritti legittimi del popolo palestinese. Questo suo atteggiamento cancella tutto, in un solo colpo. Egli ha parlato della sicurezza di Israele, mentre quella dei palestinesi non è stata neanche presa in considerazione.  <!–[endif]–>

Noi palestinesi ci aspettavamo dal premier italiano una posizione più equilibrata e che si schierasse a favore di diritti umani…”.

(Si legga: http://byebyeunclesam.wordpress.com/2010/02/02/la-diplomazia-sporca-di-frattini-ed-i-bambini-della-palestina/)

Berlusconi ha definito “giusta reazione” l'operazione israeliana Piombo Fuso contro Gaza. Che ne pensa?

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“Sono parole gravissime. Non posso credere che sia arrivato a giustificare il massacro di 1400 esseri umani e il ferimento di altri 5000, la distruzione di case, scuole, ospedali. Siamo messi proprio male, qui in Italia”.

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Secondo lei, quali sono le motivazioni che hanno spinto il nostro primo ministro a rilasciare quelle dichiarazioni?

“Penso che abbia voluto dimostrare che è un fedele 'servo di Israele'. Le sue, infatti, non sono affermazioni degne di un leader nazionale. Il popolo italiano, popolo dignitoso, non si merita un atteggiamento simile. Berlusconi ha abbandonato tutti i principi umani, le convenzioni internazionali, per star dietro a Israele… Inoltre, non bisogna dimenticare che è un uomo d'affari e avrà obiettivi personali e aziendali da raggiungere… Non ultimo, nei confronti del suo rivale commerciale, Rupert Murdoch, le cui tv sono state co-protagoniste delle campagne di diffamazione nei suoi confronti. Avrà voluto dimostrargli che anche lui è filo-sionista…e sta con il più forte…<!–[endif]–>

Noi vogliamo invitare gli italiani a non lasciarsi trascinare dalle dichiarazioni del premier. Egli dovrebbe rappresentare tutto il popolo italiano, non soltanto la comunità ebraica. Afferma di rappresentare tutti, ma i fatti lo contraddicono in modo palese”.

<!–[if !supportEmptyParas]–> (*) Berlusconi fra Knesset e Abu Mazen
    “A Gaza una reazione giusta”

Il premier in Israele: “Ebrei fratelli maggiori”. D'accordo con la guerra ad Hamas. Anp: “Fu aggressione”. “Dolore per vittime palestinesi come per Shoah”. Il muro? “Non l'ho visto”

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