Bombe lacrimogene, un gazawi ferito gravemente

Gaza-PIC e MEMO. Venerdì, un palestinese è stato collegato alle macchine di supporto vitale in un ospedale di Gaza, dopo essere stato colpito in faccia con un candelotto di gas lacrimogeno sparato da un soldato israeliano.

Oltre 600 palestinesi sono stati feriti dalle forze israeliane durante le proteste di venerdì.

Israele afferma che usa i lacrimogeni come misura non letale contro le proteste ai confini di Gaza.

Ma il candelotto, lanciato da un soldato israeliano, ha colpito in faccia Haitham Abu Sabla, mentre osservava alcuni manifestanti che lanciavano pietre, ad est della città di Khan Younis, secondo quanto riferito da testimoni.

Come si vede in queste foto della Anadolu Agency e altre del fotografo Ibraheem Abu Mustafa, di Reuters, il 23enne cade a terra con la bomboletta che sputa gas incastrata nella sua ormai dilacerata faccia, e con la maglia sporca del proprio sangue.

Un funzionario dell’ospedale di Gaza ha affermato che Abu Sabla è stato collegato al respiratore meccanico dopo che il contenitore è stato rimosso chirurgicamente.

Abu Mustafa ha dichiarato: “Un soldato israeliano è uscito da una jeep militare e ha lanciato delle granate lacrimogene… ed i manifestanti hanno iniziato a correre. Hanno iniziato a correre indietro ed uno di loro aveva del gas che gli usciva dalla faccia. È corso direttamente davanti a me”.

“Ho iniziato a scattargli delle foto mentre correva, prima che cadesse a terra e che i medici si precipitassero per aiutarlo”, aggiungendo: “Era spaventoso, un uomo con fumo e gas provenienti dalla sua faccia”.

Un portavoce dell’esercito israeliano non ha commentato immediatamente il ferimento di Abu Sabla. Ha fatto riferimento ad una dichiarazione precedente secondo cui le truppe stavano usando la forza necessaria per impedire a circa 10 mila palestinesi di diventare una minaccia di “infiltrazione armata”.

Il fratello maggiore di Abu Sabla, Mahmoud, ha affermato che erano entrambi assidui frequentatori delle proteste contro Israele iniziate il 30 marzo, nelle quali l’esercito israeliano ha ucciso almeno 123 palestinesi, secondo fonti sanitarie di Gaza.

“È stato un must per noi. Non abbiamo mai perso un venerdì”, ha detto.

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