B’Tselem: l’esercito israeliano sparò a due fratelli palestinesi ‘senza motivo’

MEMO. Le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco su un fratello ed una sorella palestinesi “senza causa”, ha concluso un’indagine condotta dall’ONG per i diritti umani B’Tselem.
 
Il 31 ottobre, Muhammad Musa, 26 anni, e sua sorella Latifah, 34 anni, una madre di cinque figli, stavano guidando dal loro villaggio, Deir Ballut, verso Ramallah.
 
Quando l’auto è arrivata ad una rotonda vicino alla colonia di Halamish, verso le 8.45, due soldati israeliani sono spuntati fuori da un posto militare, hanno ordinato di fermarsi e un soldato ha aperto il fuoco.
 
Muhammad è stato colpito nella parte superiore del corpo e Latifah è stata ferita alla spalla. Subito dopo la sparatoria, nessuno tra soldati, agenti di polizia o paramedici israeliani hanno fornito a Muhammad il primo soccorso, impedendo anche alla Mezzaluna Rossa palestinese di svolgere il suo lavoro.
Muhammad è morto a causa delle ferite poco dopo essere arrivato all’ospedale. Latifah è stata dimessa il 5 novembre.
 
L’inchiesta di B’Tselem ha scoperto che “il soldato ha sparato a Muhammad Musa, uccidendolo, e ferito sua sorella, Latifah Musa, senza alcuna giustificazione e senza affrontare alcun pericolo”.
 
I testimoni oculari “indicano anche che tutto il personale israeliano presente sul posto – i soldati, le forze di sicurezza che sono arrivate più tardi ed i paramedici – si sono astenuti dal prestare cure mediche ai palestinesi feriti per diversi minuti”.
 
Secondo quanto riportato dai media, B’Tselem afferma che l’Unità investigativa della polizia militare ha avviato un’indagine sull’incidente ed il comandante della forza responsabile della postazione militare è stato sospeso. Tuttavia, aggiunge l’ONG, “sulla base delle esperienze passate, è improbabile che ciò causi la punizione delle persone responsabili dell’omicidio, e certamente non dei funzionari di alto livello”. Le inchieste finiscono quasi sempre con l’essere “insabbiate”.

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