B’Tselem: nel 2020 Israele ha ucciso 27 palestinesi e ha sfollato altri 1.006

PIC. 27 cittadini palestinesi sono stati uccisi e 729 edifici e case sono stati distrutti o rimossi dall’autorità di occupazione israeliana durante il 2020, come riporta un rapporto pubblicato di recente da B’Tselem, un gruppo per i diritti umani.

Le forze di sicurezza israeliane hanno commesso “omicidi atroci” per tutto il 2020, colpendo a morte almeno 27 palestinesi nei Territori palestinesi occupati e in Israele, secondo il gruppo israeliano per i diritti unani.

“Nel corso del 2020, le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso 27 palestinesi, sette dei quali erano minori: uno nella Striscia di Gaza, 23 in Cisgiordania [compresa Gerusalemme Est] e tre all’interno di Israele”, ha detto B’Tselem lunedì scorso.

In almeno 11 dei 16 omicidi, indagati da B’Tselem nella Cisgiordania occupata, i palestinesi “non rappresentavano una minaccia per la vita delle forze” o di qualsiasi altra persona nel momento in cui sono stati uccisi.

Alcuni degli esempi messi in evidenza nel rapporto includono l’uccisione di Iyad Hallaq, un uomo palestinese autistico di 32 anni, che frequentava e lavorava in una scuola per persone con bisogni speciali nella Città Vecchia della Gerusalemme Occupata.

All’epoca, i militari israeliani avevano dichiarato di sospettare che Hallaq avesse un’arma e avevano iniziato a inseguirlo quando fu preso dal panico e iniziò a correre, e i soldati gli spararono mentre si nascondeva dietro ad un cassonetto, a pochi metri dalla sua scuola.

“Per anni Israele ha implementato una incosciente ed illegale politica di fuoco aperto in Cisgiordania. Questa politica è pienamente sostenuta dal governo, dai militari e dai tribunali, nella totale indifferenza per i prevedibili risultati letali”, ha detto B’Tselem.

In rari casi, quando i soldati israeliani vengono incriminati per aver ucciso palestinesi, le accuse e le condanne “non riflettono la gravità dei reati”, ha aggiunto il gruppo.

Nel corso del 2020, in mezzo alla diffusione della pandemia di Coronavirus, le autorità israeliane hanno distrutto almeno 729 edifici palestinesi, comprese case e strutture non residenziali.

Nel 2020, ha detto il gruppo, più palestinesi hanno perso le loro case in Cisgiordania e Gerusalemme est rispetto agli altri anni, a partire dal 2016.

“In totale, nel 2020, Israele ha demolito 273 case, lasciando 1.006 palestinesi – 519 dei quali minori – senza tetto”, ha spiegato B’Tselem.

“Nel 2020, Israele ha anche demolito 456 strutture non residenziali e infrastrutture. Ciò include cisterne d’acqua e tubi o reti elettriche, che sono essenziali per il mantenimento della salute e dei servizi sanitari, particolarmente importanti in questo momento”.

Il gruppo ha riportato di aver documentato 248 attacchi illegali, effettuati da coloni ebrei, contro i palestinesi in Cisgiordania lo scorso anno.

Gli attacchi andavano dalle aggressioni fisiche fino a prendere di mira gli agricoltori o le loro proprietà, e tali attacchi “non potevano aver luogo senza l’ampio supporto fornito dallo stato”.

Traduzione per InfoPal di Silvia Scandolari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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