Campagna di partito israeliano di estrema destra chiede espulsione di palestinesi

Gerusalemme-WAFA. Il partito israeliano di estrema destra Otzma Yehudit (Potere ebraico) ha lanciato la sua campagna elettorale chiedendo l’espulsione dei palestinesi, per farli tornare verso quelli che ha definito come i loro “paesi di origine”.

Il partito Otzma Yehudit ha lanciato la sua campagna a Gerusalemme, giovedì, in preparazione delle elezioni generali israeliane, che si terranno il 17 settembre, a seguito del fallimento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che non è riuscito a formare un governo di coalizione dopo la sua rielezione, avvenuta il 9 aprile.

Il capo del partito, Michael Ben Ari, ha detto al pubblico: “Vogliamo reinsediare i nostri nemici nei loro paesi […]. Daremo loro una bottiglia d’acqua minerale e persino un sandwich, e troveremo i loro paesi di origine dove possano ritornare”.

Il partito Otzma Yehudit ha uno storico di incitamento contro i palestinesi, ed in precedenza aveva chiesto la loro espulsione da Israele e Cisgiordania.

I suoi membri sono seguaci del rabbino estremista Meir Kahane, il cui partito Kach è stato bandito dal parlamento israeliano negli anni ’80. L’ideologia di Kahane ha anche ispirato il massacro di Baruch Goldstein del 1994, nella moschea di Ibrahimi a Hebron, che ha causato la morte di 29 fedeli musulmani e ha lasciato molti feriti.

A marzo, il Comitato elettorale centrale israeliano voleva impedire al partito Otzma Yehudit di concorrere alle elezioni di aprile, a causa della sua retorica anti-palestinese, ma alla fine la Corte Suprema aveva deciso di impedire soltanto a Ben Ari di comporre la lista dei candidati.

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