Il Capo della polizia israeliana incolpa il “programma estremista” per le tensioni a Gerusalemme

Memo. L’Ispettore generale della polizia israeliana Yohanan Danino ha criticato i membri della Knesset che hanno messo in atto provocazioni contro la moschea di al-Aqsa, nota agli Ebrei come “Monte del Tempio”, incolpandoli per le crescenti tensioni dei mesi scorsi. E’ quanto ha riportato martedì l’agenzia di stampa Anadolu.

In una conferenza stampa tenutasi martedì nell’insediamento israeliano di Sderot, vicino la Striscia di Gaza, Danino ha detto: “È un errore permettere ai membri di destra della Knesset di entrare nel complesso della moschea di al-Aqsa”.

Ha continuato: “A chiunque desideri cambiare lo status quo nella moschea non dovrebbe esser consentito di entrarvi”. Ha inoltre criticato il Procuratore generale d’Israele Yehudah Weinstein per aver permesso ai politici di destra di “incitare” ai disordini arabi “visitando il luogo sacro disputato”.

Il capo della polizia ha evidenziato che l’ala destra d’Israele ha intenzione di cambiare lo status quo nella Città Santa. “Dopo le elezioni, abbiamo capito che i membri della destra radicale hanno preso in mano la situazione alla moschea e l’hanno messa all’ordine del giorno”, ha detto.

Ha poi riferito: “Li abbiamo messi in guardia e detto che avremmo dovuto lasciare la moschea…questi membri della Knesset non hanno idea di ciò che stanno provocando”.

Nel frattempo, la Radio israeliana ha riportato che la polizia israeliana ha intensificato le misure di sicurezza per tre membri della Knesset, in risposta alla tesa situazione di sicurezza nella Gerusalemme occupata.

Il membro del Likud alla Knesset Moshe Feiglin, uno dei tre, ha così risposto ai commenti di Danino sulla sua pagina Facebook: “Danino ha fallito nel proteggere Gerusalemme e nel garantire la sicurezza dei cittadini, e ora sta cercando di trovare un capro espiatorio e dei pretesti per i suoi fallimenti”.

Feiglin assalta regolarmente la moschea di al-Aqsa all’incirca una volta al mese, nonostante le proibizioni riservate agli Ebrei a riguardo. “Questo è un diritto legale, morale, nazionale e religioso di ogni Ebreo”, ha insistito.

Traduzione di Alessandra Ranno

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