Carter da Bil’in contro gli insediamenti in Cisgiordania

Ramallah – Infopal. L'ex presidente americano Jimmy Carter ha chiesto ieri la rimozione degli insediamenti israeliani costruiti dalle autorità di occupazione israeliane in Cisgiordania. È avvenuto durante una visita alla cittadina palestinese di Bil‘in (a ovest di Ramallah), che Carter sta effettuando in questi giorni insieme ad una delegazione internazionale, incaricata d’ispezionare il tratto del Muro di separazione costruito sulla terra della cittadina.

“Sappiamo che questa terra al di là del muro è dei palestinesi, e perciò gli insediamenti costruiti su di essa devono essere rimossi per far prevalere la giustizia e la pace nella regione”, ha dichiarato l’ex presidente, che è fra le altre cose autore di un libro dal titolo Palestina: pace non apartheid, pubblicato nel 2006. L’opera fece molto discutere per l’immagine riportata in copertina, una fotografia dello stesso Muro di separazione.

Alla delegazione ha preso parte anche il vescovo sudafricano Desmond Tutu, secondo il quale il popolo palestinese potrebbe liberarsi dall'occupazione attraverso la resistenza popolare non-violenta: “Quella persona semplice che visse in India, chiamata Gandhi, condusse una lotta non-violenta per liberare il suo paese. Ora, queste persone [gli abitanti di Bil‘in] guidano una lotta simile per liberare la loro terra”.

Il Muro israeliano sottrae metà del territorio della cittadina, che organizza da diversi anni una manifestazione settimanale dopo la preghiera del venerdì attirando l'attenzione continua dei media, oltre alla partecipazione di numerosi sostenitori stranieri.

La delegazione giunta ieri a Bil‘in fa parte dell'organizzazione “I Saggi”, fondata dal leader del Sudafrica Nelson Mandela, ed è composta da eminenti personalità mondiali. Tra i partecipanti vi sono tra gli altri Luisa Morgantini – ex vice presidente del Parlamento europeo – e gli uomini d'affari Richard Branson e Jeff Skoll, oltre a un buon numero di attivisti internazionali.

Tra i luoghi visitati dai delegati vi è stato il memoriale del martire Basem Abu Rahma, un ragazzo palestinese di Bil‘in ucciso dalle forze di occupazione israeliane.

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