Centinaia di adolescenti palestinesi prelevati dai loro letti nel cuore della notte

 

Gerusalemme-Wafa. Secondo il nuovo rapporto di HaMoked, gruppo israeliano che si occupa della tutela dei diritti umani, ogni anno l’esercito israeliano arresta centinaia di adolescenti palestinesi, prelevandoli dai loro letti nel cuore della notte, ammanettandoli e bendandoli per poi sottoporli ad interrogatorio, traumatizzando intere famiglie, compresi i bambini più piccoli.

Gli arresti notturni sono in totale violazione dei regolamenti e delle prescrizioni militari israeliane che prevedono l’emissione di un mandato di comparizione prima dell’arresto per poter eseguire un interrogatorio.

Il rapporto si basa su 81 dichiarazioni giurate, raccolte dal gruppo HaMoked, di ragazzini di età compresa tra i 14 e i 17 anni che sono stati arrestati nel 2018-2019. I dati dicono che il 72% (ovvero 58 ragazzini) sono stati prelevati da casa tra le ore 23 e le 5 di mattina, mentre 56 su 58 confermano di non aver ricevuto alcuna convocazione scritta o verbale, la quale avrebbe consentito loro di presentarsi per l’interrogatorio di propria iniziativa, rendendo non necessario l’arresto notturno.

HaMoked racconta che le dichiarazioni giurate mostrano come gli arresti notturni spesso includano violazioni dei diritti umani e la violenza fisica. I ragazzi vengono portati via con la forza dai loro letti, di fronte allo shock dei fratelli minori. I soldati non comunicano loro il motivo per cui vengono arrestati, né informano i genitori sul luogo in cui i loro figli verranno portati o in che modo potranno comunicare con loro. Undici dei ragazzi che hanno testimoniato hanno riferito di essere stati portati via senza nemmeno essere completamente vestiti, magari indossando solo il pigiama, ed alcuni anche senza le scarpe.

Circa la metà dei ragazzi ha subito violenze fisiche, umiliazioni e minacce durante il periodo di detenzione o durante il tragitto verso il luogo dell’interrogatorio. Il viaggio verso il centro interrogatori può durare diverse ore ed include più fermate. Praticamente tutti i ragazzi sono stati bendati e ammanettati per tutto il tempo, in violazione di ogni regola e al di là di ogni ragionevole necessità. A molti è stato negato il cibo e da bere, l’uso del bagno e tanti sono stati esposti a temperature estreme.  

I regolamenti militari prevedono l’emissione di una convocazione per un interrogatorio, di modo da poterla resocontare, prima che un minore venga arrestato. Solo se la convocazione per interrogatorio non è possibile o non è efficace, si può procedere all’arresto. Trattando di questo argomento, nel 2014 i militari israeliani hanno annunciato un programma sperimentale per cercare un’alternativa alla convocazione dei minori per gli interrogatori. Tuttavia, secondo il rapporto, tale programma non è stato realmente implementato.

Questa settimana, HaMoked ha ricevuto dei dati che dimostrano che gli arresti sono la prima risorsa utilizzata da Israele per prelevare gli adolescenti palestinesi ed interrogarli. In risposta ad una richiesta di Freedom of Information, i militari hanno affermato che nel 2019 hanno detenuto 235 minori palestinesi in operazioni di arresto programmate (escludendo gli arresti a Gerusalemme est). Tutte le detenzioni, senza eccezione, si sono verificate tra le 23 e le 5 del mattino.

H.N. di 15 anni, proveniente dal villaggio di Nahhalin, ha descritto il suo arresto:

Sono stato arrestato a casa mia alle 3 di notte, mentre stavo dormendo. Ho sentito qualcuno bussare forte alla porta d’ingresso. Mi sono svegliato e sono uscito dalla mia stanza per vedere cosa stesse succedendo. Ho visto molti soldati. Uno di loro stava parlando con mio padre. Dicevano che stavo causando problemi e che volevano arrestarmi. Non mi hanno detto dove mi avrebbero portato. Non avevo mai ricevuto alcuna convocazione per un interrogatorio prima di allora. Se mi avessero convocato, sarei andato…ho due sorelle e due fratelli. Due di loro sono piccoli – uno ha un anno e l’altro tre. Il più piccolo ha incominciato a piangere. Erano spaventati. I soldati hanno spostato tutta la famiglia in una sola stanza e li hanno chiusi dentro. Intanto sentivo i più piccoli piangere.

H.N. ha inoltre descritto come i soldati lo abbiamo maltrattato quando era bendato:

All’inizio due di loro mi tenevano da dietro, poi ad un certo punto mi hanno fatto camminare da solo. Mi hanno fatto inciampare e non vedevo nulla. Ho continuato a cadere e a rialzarmi…finché ho sbattuto contro un palo. Ero ferito sulla parte sinistra della fronte…loro hanno riso per tutto il tempo come se stessero giocando ad un gioco, divertendosi a farmi cadere e inciampare.

‘A.S. di 16 anni dal campo rifugiati di al-Jalazun ha pronunciato le seguenti parole:

Per tutto il tragitto, i soldati che stavano camminando con me continuavano a colpirmi con mani, piedi e con il calcio del fucile, soprattutto alla schiena. Mi colpivano anche sulle braccia e sulle gambe. Non sapevo da dove provenissero tutti quei colpi. Quelli alla schiena erano molto dolorosi. Hanno continuato a picchiarmi fino a quando siamo arrivati a Beit El. C’è stata un’ispezione all’entrata. Il dottore ha visto i segni delle percosse e mi ha chiesto come me li fossi fatti e io ho detto che erano stati i soldati. Uno dei soldati che era lì ha incominciato a strillare dicendo che non era vero. Allora abbiamo iniziato a litigare, lui ha cercato di attaccarmi. Ero spaventato. Alla fine, ho detto “okay, non siete stati voi”. Ero veramente spaventato da lui. Il dottore è rimasto solo a guardare e non mi ha protetto.

Questa settimana, il gruppo HaMoked ha presentato una petizione all’Alta Corte di giustizia israeliana contro la pratica diffusa degli arresti notturni di minori palestinesi in Cisgiordania, essendo tale pratica una violazione del diritto internazionale. La petizione richiede che venga inviato ai genitori un mandato di comparizione per interrogatorio del figlio minore come prima risorsa precedente all’arresto e che i militari applichino le misure di protezione previste dalla Legge israeliana sui minori anche sui bambini che arrestano, al fine di tutelare il loro interesse.

Jessica Montell, direttore esecutivo del gruppo HaMoked ha detto: “Ci aspettiamo che l’Alta Corte metta fine all’utilizzo degli arresti notturni come metodo primario ed esclusivo dei militari di prelevare gli adolescenti palestinesi per poi sottoporli ad interrogatorio. I militari devono esaurire tutte le alternative prima di arrivare al punto di invadere le case nel cuore della notte, traumatizzando intere famiglie e trascinando via dai loro letti degli adolescenti”.

Traduzione per InfoPal di Sara Origgio

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