Centro al-Quds: ‘125.000 palestinesi rischiano l’espulsione da Gerusalemme’.

Gerusalemme. Il Centro per i diritti sociali ed economici “al-Quds” afferma che circa 125.000 palestinesi di Gerusalemme sono minacciati dalla perdita del diritto di residenza a causa del ‘Muro di separazione’ e delle politiche di giudaizzazione della città perseguite dai vari governi israeliani. Non si tratta, perciò dei 50.000 palestinesi di cui si parlava, da più parti, in precedenza.

Il Centro avverte che la città di Gerusalemme, “in questa fase, sta subendo un processo, il più grave mai visto, di giudaizzazione a livello demografico, mirato a prendere il controllo – per quanto possibile – sulle terre rimanenti dei cittadini palestinesi in maniera da costruirvi altri insediamenti”.

Il Centro riporta che “75.000 palestinesi di Gerusalemme che abitano nelle zone di al-Barid, di Kufr Aqeb e di Samir Amis sono sottoposti alle procedure di espulsione e di pulizia etnica effettuate dalle forze di occupazione israeliane, in sordina, contro gli abitanti di Gerusalemme”. Queste politiche, dopo il varo – all'inizio degli anni Novanta – della “politica d'espulsione”, hanno colpito circa 30.000 palestinesi di Gerusalemme”.

Il Centro stesso rileva che il cosiddetto ministero degli Interni israeliano “occulta le informazioni a questo riguardo, rifiutandosi di fornire dati precisi sul numero di abitanti di Gerusalemme che hanno perso il diritto di risiedervi negli ultimi tre anni”.

Il quotidiano ebraico “Haaretz”, sabato 9 gennaio, citava i funzionari della Municipalità di Gerusalemme, i quali sostengono che grazie al muro costruito intorno alla città nel corso degli ultimi anni sono stati espulsi circa 50.000 palestinesi.

 

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