Centro studi sui prigionieri: 320 palestinesi arrestati a settembre

Quds Press. Il report mensile del Centro studi sui prigionieri rende noto che, nello scorso mese di settembre, le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno arrestato 320 palestinesi, dei quali 32 bambini, 9 donne, 4 giornalisti e 2 deputati. Nello stesso mese si è aggiunto una nuova vittima al movimento dei prigionieri. Nonostante il pericolo e le problematiche relative al Covid-19, le forze di occupazione hanno intensificato gli arresti dei palestinesi.

Nel report si legge che le forze di occupazione hanno arrestato molti ragazzi rimasti gravemente feriti in seguito agli assalti alle città o ai posti di blocco israeliani nella parte della Cisgiordania occupata.

Le IOF hanno potenziato anche gli attacchi contro i giornalisti. Solo il mese scorso se ne contano 4: Mohammad Karout Adjek di Gerusalemme, in seguito rilasciato, Abdul Mohsen Shalaldeh di Hebron, rilasciato anche lui, Osama Shaheen dello stesso governatorato, posto sotto detenzione amministrativa, infine Mujahid Mardawi di Qalqilya, arrestato vicino al valico di Al-Karama, di ritorno dalla Malesia per motivi di studio, ancora detenuto.

Nemmeno le donne rimangono fuori dal mirino delle IOF. Molte sono state oggetto di arresti e di indagini. Il centro ha monitorato nello specifico 9 donne arrestate, tra cui la prigioniera liberata Shorouk Al-Badan a Betlemme che è stata di nuovo arrestata dopo un raid nella sua abitazione, a soli due mesi di distanza dal suo rilascio. È stata emessa una detenzione amministrativa nei suoi confronti.

Un caso similare è quello della prigioniera liberata Saham Al-Batat (58 anni) di Hebron, figlia del prigioniero Haithim Al-Batat, arrestata anche lei durante un raid nella sua abitazione. È stata rilasciata dopo ore di interrogatorio.

Il Centro ha registrato anche 32 arresti di minori, principalmente a Gerusalemme occupata.

Traduzione per InfoPal di Domitilla Luciani

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