Coloni all'assalto di Gerusalemme, i palestinesi vivono nel terrore di altre confische.

Al-Quds (Gerusalemme) – Agenzie. Ritorna il terrore sionista a Gerusalemme: ieri, mercoledì 28 luglio, un gruppo di circa trenta estremisti ebrei ha minacciato di prendere possesso di un'abitazione palestinese ad al-Quds (Gerusalemme).

Si tratta di un edificio di due piani in cui vi vivono dodici famiglie, per un totale di cinquanta residenti.

La famiglia di Mazen Kamal e le altre che vi risiedono hanno subito l'aggressione dei coloni, i quali hanno tentato di entrare nella loro casa. In queste ore, diversi palestinesi rimangono all'interno della propria abitazione per impedire ai coloni di portare a termine con successo il tentativo d'espulsione.

L'edificio si trova a soli 300 metri dal Monte del Tempio, nei pressi di uno degli ingressi principali che conducono alla zona dell'Haram ash-Sharif, dove sorge la Moschea al-Asqa, nel quartiere di as-Sa'diyye.

L'azione in corso, particolarmente grave, rientra nell'ambito dell'aggressiva politica di confische ed espulsioni seguita dal governo israeliano.

L'iniziativa dei coloni – spalleggiati da polizia e governo israeliani – è grave perché gli edifici palestinesi presi di mira potrebbero essere convertiti in scuole religiose ebraiche, com'è già accaduto numerose volte nella Città Vecchia di Gerusalemme. Prima del 1967, l'edificio preso di mira in queste ore era infatti una scuola religiosa ebraica.

In quest'area si sono stabiliti con la forza circa 3.500 coloni, che hanno espulso i legittimi proprietari palestinesi lanciando campagne di terrore contro tutti, compresi i bambini. Queste campagne vengono svolte sotto la protezione militare, quindi con il pieno consenso del governo di Israele.

Dimitri Delani, membro del Consiglio Rivoluzionario di Fatah, ha indetto nella zona un raduno di massa per proteggere la popolazione palestinese minacciata.

Israele, intanto, ha già provveduto alla chiusura dell'intera area, in previsione della manifestazione del “Gay pride”.

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