Coloni ricevono diritti legali di proprietà appartenente alla chiesa ortodossa

Gerusalemme occupata – MEMO. Un gruppo di coloni di destra ha vinto una lunga battaglia legale sulla proprietà di un terreno cristiano palestinese nella Gerusalemme Est occupata. I coloni si sono impossessati di terreni e proprietà palestinesi appartenenti al patriarcato greco-ortodosso. Conosciuto come Ateret Cohanim, la vittoria del gruppo è arrivata grazie alla Corte Suprema israeliana.

Il gruppo Ateret Cohanim “cerca di aumentare la presenza ebraica nella Città Vecchia” e ha affermato di aver acquistato tre edifici, inclusi due hotel appartenenti alla comunità cristiana. All’epoca, la vendita scatenò una forte opposizione all’interno della chiesa e portò ad un evento senza precedenti, ossia la rimozione del patriarca all’epoca, Irineos I.

In una battaglia legale, la chiesa sosteneva che la vendita della proprietà era basata sulla corruzione e che le figure della chiesa che avevano firmato l’accordo e che erano fuggite dal paese subito dopo la vendita, erano corrotte. Tuttavia, respingendo l’appello del patriarcato, la Corte Suprema israeliana decretò, l’anno scorso, che la chiesa non era riuscita a fornire prove sufficienti per dimostrare che l’accordo era stato firmato in modo fraudolento.

Pur riconoscendo che c’erano “ombre e buchi neri nel processo che aveva portato alla firma degli accordi”, la Corte stabilì che la chiesa non aveva ottemperato all’onere di provare che il contratto non era valido.

La Corte israeliana ha anche respinto l’affermazione della chiesa secondo cui gli edifici erano stati venduti per molto meno del loro valore e che gli individui associati alla chiesa avevano ricevuto pagamenti da Ateret Cohanim al di fuori della transazione formale.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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