Consiglio Mondiale delle Chiese: il futuro di Gerusalemme deve essere condiviso

WAFA. Consiglio Mondiale delle Chiese ha affermato mercoledì che il futuro di Gerusalemme deve essere condiviso.
 
“Il futuro di Gerusalemme dev’essere condiviso. Non può essere possesso esclusivo di una sola fede rispetto alle altre o di un popolo l’uno contro l’altro. Gerusalemme è, e deve continuare ad essere, una città di tre religioni e due popoli”, ha affermato Olav Fykse Tveit, Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, rivolgendosi alla conferenza internazionale al-Azhar al-Sharif sul sostegno a Gerusalemme.
 
“Includiamo nelle nostre chiese associate le comunità cristiane indigene di Gerusalemme il cui futuro nella loro città è messo in pericolo dalle circostanze incombenti. Il popolo palestinese vive sotto occupazione e con gli effetti negativi delle colonie illegali. Vive anche con le idee incompiute della comunità internazionale per sostenere una soluzione fattibile e giusta per Gerusalemme e per tutte le persone che vivono in Terra Santa”, ha affermato.
 
“Gerusalemme è considerata una città santa ed amata, sinceramente e profondamente amata, da tutte e tre le fedi abramitiche – ebrei, cristiani e musulmani. Quest’amore ed attaccamento profondi devono essere rispettati ed affermati in ogni soluzione che venga pensata, perché sia praticabile. Ma dobbiamo anche riconoscere la tendenza umana ad esprimere un amore così profondo cercando di possedere esclusivamente, negando o oscurando l’amore e l’attaccamento degli altri per quel luogo”.
 
Tveit ha detto che il recente annuncio del Presidente degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele “non sta togliendo la questione dal tavolo, ma creando ostacoli più seri per la pace”.
 
Ha chiesto che vengano prese nuove iniziative per consentire una giusta pace per Gerusalemme.
 
“Se Gerusalemme dev’essere la capitale per due popoli che vivono insieme con uguali diritti, ci dev’essere una soluzione politica con idee concrete su come ciò possa accadere. E se deve essere una capitale per due popoli e due stati, entrambi devono essere definiti, riconosciuti e stabiliti come stati reali, fattibili ed internazionalmente riconosciuti entro confini precisi.
 
“Nessun paese può definire unilateralmente cosa deve essere la legge internazionale su tale tema. Nessun paese esterno può imporre la soluzione. Deve avvenire attraverso negoziati tra le autorità palestinesi ed israeliane. Ciò dovrebbe accadere con il sostegno degli altri paesi nella più ampia comunità internazionale e specialmente dagli altri stati del Medio Oriente, che devono ora assumere una responsabilità più forte, insieme, per aiutare a trovare una soluzione sostenibile per un futuro di pace giusta per Gerusalemme”.
Traduzione di F.H.L.

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