Continua lo sciopero della fame di oltre 400 prigionieri nelle carceri israeliane

PIC. Decine di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane sono entrati nel sesto giorno dello sciopero della fame a tempo indeterminato. Altri prigionieri si uniranno alla protesta nei prossimi giorni, in particolare il 17 aprile.

Lunedì, i leader dei prigionieri hanno annunciato il fallimento dei colloqui con i carcerieri israeliani dopo che le loro richieste sono state respinte, in particolare per quanto riguarda l’uso dei telefoni.

Circa 400 prigionieri palestinesi in diverse carceri israeliane si sono uniti allo sciopero della fame a tempo indeterminato, iniziato lunedì.

Lo sciopero della fame di massa si svolge principalmente nelle prigioni di Negev, Ramon, Nafha, Eshel, Ofer, Gilboa e Megiddo. Ci si aspetta che il numero dei detenuti in sciopero cresca mano a mano che altri si uniranno alla fase della protesta, che è soprannominata “al-Karama (dignità) 2”.

Secondo la Società per i prigionieri palestinesi (PPS) sono in corso colloqui indiretti con i carcerieri israeliani e tentativi egiziani per spingere gli israeliani a rispondere alle richieste dei prigionieri.

I principali leader dei prigionieri hanno annunciato lunedì il fallimento dei loro colloqui con i carcerieri israeliani dopo che le loro richieste sono state respinte, in particolare per quanto riguarda l’uso dei telefoni.

Le principali richieste dei prigionieri: 1) comunicare con le famiglie, fornendo le carceri di servizi telefonici, disponibili in quelle dove sono detenuti criminali e assassini israeliani; 2) rimozione dei disturbatori di frequenze all’interno delle prigioni, in quanto costituiscono un pericolo per la salute; 3) permessi per tutti i prigionieri, compresi quelli di Hamas a Gaza, di ricevere visite dalle loro famiglie e di permettere a tutte quelle della Cisgiordania di vedere i loro cari due volte al mese; 4)  revoca di tutte le nuove e vecchie misure punitive.

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