Corte palestinese fa cadare tutte le accuse in processo per post su Facebook

Tulkarem-MEMO. Un tribunale palestinese a Tulkarem ha fatto cadere tutte le accuse contro un giovane palestinese arrestato a causa di un post su Facebook, circa otto mesi fa.

Secondo il gruppo Addameer per i diritti dei prigionieri, il 2 gennaio il tribunale ha deciso che non c’erano prove sufficienti contro Ahmad Awartani “e le sue accuse non sono state considerate crimini, ma espressioni che rientrano nella libertà di opinione e di espressione”.

Il rapporto affermava che le accuse erano “correlate ad un post personale su Facebook” e basate sulla “legge sulla criminalità elettronica palestinese”.

Le Forze Preventive dell’Autorità Palestinese hanno arrestato Awartani il 21 aprile 2018 “senza presentare un mandato”, ha osservato Addameer, prima di trasferirlo in detenzione a Gerico, “dove è stato interrogato, maltrattato e torturato”. Il 17 maggio è stato rilasciato su cauzione.

Addameer ha dichiarato che “il fatto che le accuse siano state ritirate ed il tribunale abbia stabilito l’innocenza di Ahmad è di per sé un elemento di prova per la sua detenzione arbitraria”.

“Nel caso di Ahmad e anche in altri casi simili, le forze di sicurezza palestinesi hanno violato diverse convenzioni internazionali, come la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici”, ha aggiunto Addameer, “nel tentativo di limitare lo spazio disponibile ai palestinesi per esprimersi liberamente e per avere partecipazione politica nelle proprie comunità”.

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