Crisi energetica a Gaza: si ferma il 60% dei soccorsi, presto anche i fornai

Gaza – InfoPal. Il consiglio per il soccorso e l’emergenza di Gaza ha informato che il 60% delle ambulanze e dei mezzi anti-incendio si fermeranno a causa della crisi energetica nella territorio palestinese assediato.

Durante una conferenza stampa tenutasi ieri, 21 marzo, presso l’ospedale di Gaza, ash-Shifa’, il portavoce, Adham Abu Salmiyah, ha avvertito che le ambulanze e i mezzi anti-incendio, si fermeranno nelle prossime ore, se non si provvederà a introdurre carburante a Gaza e che, in queste condizioni, non si sarà in grado di fornire i soccorsi nell’eventualità di un attacco israeliano.

La catastrofe umanitaria è alle porte a Gaza. 

“Le responsabilità dirette per questa crisi ricadono sul pluriennale assedio israeliano su Gaza”, dice Abu Salmiyah, che fa appello ai paesi arabo-islamici e alla comunità internazionale, richiamando tutti, comprese le organizzazioni internazionali, a rispondere con responsabilità ai propri doveri.

“Nelle prossime ore, con il rischio di doverci fermare per 72 continuative, prevediamo il peggio”.

I cittadini di Gaza sono stati invitati alla prudenza per evitare incidenti domestici, e sono stati diffusi i numeri d’emergenza.

Ma anche i fornai si fermeranno. Lo ha riferito l’Associazione di categoria che ridurrà di metà le ore di lavoro.

Come i soccorsi d’emergenza, anche i fornai di Gaza cominceranno oggi a lavorare di meno; dalla mezzanotte fino a mezzogiorno, ma si avverte che il fermo sarà assoluto se si continuerà in questo stato, senza carburante nel territorio.

E’ una crisi che colpisce Gaza da lungo tempo, dall’assedio israeliano, ma soprattutto dagli eventi delle ultime ore, da quando l’Egitto ha fermato il rifornimento di carburante nella Striscia di Gaza, aggravando le condizioni di vita in ogni sfera della vita dei palestinesi, costretti a vivere senza corrente elettrica anche fino a 18 ore al giorno.

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