Crisi energetica a Gaza: chiusi 16 centri medici

Quds Press e MEMO. Il ministero della Sanità palestinese a Gaza ha annunciato lunedì la sospensione delle operazioni chirurgiche in 16 ospedali e centri sanitari nella Striscia di Gaza a causa della grave mancanza di elettricità e carburante.

Il portavoce del ministero della Sanità, Ashraf al-Qidra, ha dichiarato: “I generatori di elettricità in altri tre centri sanitari a Gaza hanno smesso di funzionare; pertanto, le operazioni sono state sospese”.

Prima delle sospensioni, al-Qidra aveva annunciato l’interruzione, per lo stesso motivo, degli interventi in 13 ospedali e centri sanitari.

Al-Qidra ha avvertito che la sospensione delle operazioni negli ospedali influisce direttamente sulla salute dei pazienti nell’enclave, che sono stati sottoposti a un duro assedio israeliano dalla metà del 2007.

In un rapporto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato che “gli ospedali [a Gaza] incontrano difficoltà nel far fronte all’afflusso di pazienti negli ultimi mesi”.

Ha anche affermato che “le continue interruzioni di corrente stanno imponendo un peso crescente al settore sanitario”, facendo notare che il ministero della Sanità a Gaza “ha parzialmente chiuso l’ospedale di Beit Hanoun, lasciando solo il Dipartimento di emergenza a capacità minima per razionalizzare il carburante”.

L’organizzazione sanitaria internazionale ha aggiunto: “Con le chiusura e altre severe misure di emergenza imposte dal ministero, il carburante di riserva durerà fino a metà marzo”.

Il rapporto ha affermato: “A gennaio, le scorte del 40% dei 516 farmaci essenziali erano completamente esaurite. Questi includono farmaci usati nei dipartimenti di emergenza e altre unità critiche. Dei 853 articoli monouso essenziali, il 26% è stato segnalato già in carenza”.

Traduzione di F.H.L.

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