Da ottobre 2015 le forze israeliane hanno demolito e chiuso 41 case palestinesi

Ramallah-PIC. Le autorità di occupazione israeliana (IOA) hanno demolito e chiuso 41 case palestinesi dopo l’inizio dell’Intifada (rivolta) di Gerusalemme, nell’ottobre 2015, secondo quanto ha riferito il Centro studi Abdullah al-Hourani.

In un rapporto divulgato giovedì 10 agosto, il Centro ha informato che 36 case sono state demolite e altre 4 sono state chiuse con colate di cemento. Una quinta è stata chiusa saldando porte e finestre.

Il direttore del Centro, Suleiman al-Wari, ha affermato che l’IOA utilizza la politica di demolizione delle abitazioni come misura di punizione collettiva contro i Palestinesi,  ciò è contrario alle leggi internazionali e alla Convenzione internazionale di Ginevra.

In una dichiarazione diffusa giovedì, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP) ha dichiarato che la demolizione e la chiusura delle case palestinesi nelle città  di Deir Abu Mishaal e di Silwad, nella Gerusalemme occupata, dimostra che l’IOA non è riuscito a impedire l’Intifada di Gerusalemme.

Il PFLP ha invitato le autorità ufficiali e le istituzioni civili a documentare le violazioni israeliane della Risoluzione 1544 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e della IV Convenzione di Ginevra, nonché dell’articolo 17 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – che criminalizzano la distruzione delle proprietà -, al fine di perseguire i leader israeliani presso i tribunali internazionali.

Traduzione di Edy Meroli

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