Da ‘Ship to Gaza Svezia’, lettera aperta a Papandreou

Ship to Gaza Svezia

Lasciateci partire!

 

Lettera aperta a Giorgios A Papandreou

Premier e ministro degli estero greco

Lunedì 4 luglio

Giorgios,

siamo i passeggeri e le associazioni del movimento svedese “Ship to Gaza”. Proviamo dispiacere e sgomento dall'aver appreso la notizia della decisione del suo governo di proibire alle nostre navi di partire dai porti greci per raggiungere Gaza. Certo, sappiamo bene le pressioni alle quali il suo paese è sottoposto in questi giorni, per questo esprimiamo solidarietà con il popolo greco e capiamo le difficoltà che state vivendo in questo periodo.

In quanto socialdemocratico e presidente dell'Internazionale socialista deve essere davvero difficile per lei sottostare ai diktat dei banchieri in termini di liquidazione e privatizzazione dei beni pubblici greci.

 Tra la Grecia e la Svezia, tra voi e noi esistono relazioni speciali che risalgono a tempi remoti quando il suo paese fu schiacciato da una dittatura. All'epoca, lei e la sua famiglia chiedeste rifugio a nord – uno scherzo del destino che ci mette nelle condizioni di fare uso di un linguaggio speciale – quello che  le nostre speranze vengano qui espresse comprese.

 Vorremo mettere la questione su questo piano: come è possibile per un uomo del suo livello e da principi politici saldi allinearsi con una potenza occupante? Parliamo della stessa che impone punizioni collettive e confina in una prigione un intero popolo per mezzo di un assedio che virtualmente ha ricevuto la condanna dalla comunità internazionale, la stessa che lo aveva definito illegale, disumano e rovinosamente distruttivo con tutto ciò che comporta?

 Come è possibile che il suo governo possa arrestare sul nascere la nostra azione e il nostro convoglio pacifista, contravvenendo in tal modo alla legge internazionale e a quelle che disciplinano i diritti umani?  “Ship to Gaza” e la Freedom Flotilla tutta è un movimento composto da gente della non-violenza con circa 20 organizzazioni nel complesso e partecipanti da ogni continente.

 La nostra idea è molto semplice. Se i diritti umani e la legge internazionale non valgono per tutti, allora le nostre sono parole futili. L'assedio perverso su Gaza impedisce lavoro, studio, commercio, visite ad amici e parenti, quindi vieta la libertà di movimento. Esso rappresenta un ostacolo a qualunque opzione per uno sviluppo economico e sociale, produce una disoccupazione crescente, minaccia la salute e priva i giovani del futuro mentre si incoraggiano crimine e terrorismo. Soprattutto, l'assedio è il primo ostacolo a qualunque percorso di pace e giustizia nella regione: è un impedimento al dialogo.

 La nostra è un'azione pacifista. Le nostre navi trasportano carichi di aiuti umanitari e di solidarietà. Con questo inviamo un messaggio alla popolazione di Gaza imprigionata: il mondo non vi dimentica – non siete soli.

 Vogliamo poi inviare un messaggio ai leader mondiali, e quindi anche a lei, Giorgios Papandreou: abbiamo assistito a fin troppa inerzia! La comunità internazionale deve assumersi la responsabilità di intervenire per attuare la legge internazionale e quella dei diritti umani, gli stessi a sostengo dei quali lei, così orgogliosamente, ha manifestato l'intenzione di lottare.

Ci permetta si divulgare questo messaggio: “Lasciateci partire!”

Con solidarietà,

Il comitato direttivo di Ship to Gaza Svezia

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