Dal 2000 a oggi, 6200 minori palestinesi rapiti e incarcerati dalle forze israeliane.

Sono 6200 i minori palestinesi rapiti e imprigionati dalle forze di occupazione israeliane dal 2000 (seconda Intifada) a oggi. 337 sono ancora in carcere.

Lo ha rivelato un rapporto del ministero per gli Affari dei Prigionieri del governo di Ramallah, presentato durante l'incontro dei delegati del Consiglio permanente della Lega Araba, avvenuto sabato 14 novembre.

Il ministro Issa Qaraqe ha spiegato ai partecipanti che le autorità di occupazione israeliane “privano i minori detenuti dei diritti basilari garantiti dalle convenzioni internazionali: diritto a conoscere le motivazione dell'arresto, diritto alla difesa, il diritto delle famiglia di essere informate sull'arresto e sul luogo di prigionia del congiunto minorenne, il diritto a comparire di fronte a un giudice, il diritto a contestare l'imputazione e a fare appello contro di essa, il diritto a comunicare con il mondo esterno, il dirito a un trattamento umano che preservi la dignità del minore”.

Il rapporto denuncia le “violazioni dei diritti dei bambini” (secondo al Convenzione per i Diritti del Fanciullo, e secondo la definizione utilizzata dalle Nazioni Unite, “bambino” è il minore fino al compimento del 18° anno di età, ndr) nelle carceri israeliane. Essi vengono infatti trattati come “potenziali sovversivi”, come pericolosi criminali, e sottoposti a torture e trattamenti disumani – tra cui, percosse, deprivazione del sonno, fame, abusi sessuali, deprivazione delle visite dei familiari, e altro ancora. Inoltre, le forze di occupazione applicano metodi psicologici e fisici brutali, atti a estorcere confessioni.

http://www.middleeastmonitor.org.uk/news/middle-east/255-israeli-army-kidnapped-6200-children-since-2000

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