Dal Corriere: ‘Sparatorie tra uomini di Hamas e Fatah’.

Da www.corriere.it

Haniyeh arringa una folla di migliaia di persone
Sparatorie tra uomini di Hamas e Fatah
Territori palestinesi: trenta persone ferite a Ramallah, quattro a Gaza. Un bambino di dieci anni è in gravissime condizioni

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GAZA – La situazione sembra precipitare nei territori palestinesi, dopo il fallito attentato al premier Ismail Hanyeh. Almeno 30 persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati a Ramallah, in Cisgiordania, tra sostenitori di Hamas e forze dell’ordine palestinesi, che hanno tentato di impedire il raduno del movimento radicale islamico nel 19esimo anniversario dalla sua fondazione. Tra i feriti c’è un bimbo di 10 anni colpito alla testa dal fuoco incrociato e in condizioni gravissime. Non sembra per il momento confermata la notizia che vi sia un morto. Gli scontri sono scoppiati davanti alla moschea di Nasser, al termine della grande preghiera del venerdì.

SECONDO SCONTRO – Un’altra sparatoria è avvenuta a Gaza tra forze che fanno capo a Fatah ed esponenti del Movimento di resistenza islamico. Gli scontri sono scoppiati quando uomini armati di Hamas con il capo coperto hanno sfidato la polizia dell’Anp, fedele al presidente Abu Mazen. Nello scontro a fuoco, durato una manciata di minuti, i civili sono fuggiti a cercare riparo. La sparatoria è avvenuta ad un isolato dalla casa dell’uomo forte di Fatah, il deputato Mohammed Dahlan, accusato da Hamas di aver orchestrato l’attacco contro Haniyeh. Sono quattro i feriti palestinesi

DISCORSO – E proprio il premier Naniyeh ha arringato una folla di migliaia di persone nello stadio di Yarmouk. «L’Islam progredisce e la vostra marcia procede nonostante i complotti che vengono tramati giorno e notte contro di voi» ha dichiarato. Haniyeh ha poi aggiunto che «la supremazia della legge divina» sarà imperante in Palestina. Parlando del suo recente viaggio all’estero dove ha fatto un tour in vari paesi arabi ed islamici, ha detto: «L’umma (la nazione) islamica ripone in voi le speranze perché voi rappresentate il cuore pulsante dell’Islam».

«RISCHIO GUERRA CIVILE» – Dopo gli scontri a fuoco, è intervenuto Mohammed Saeb Erekat, il capo dell’ufficio di negoziatori dell’Olp, in una concitata conferenza stampa a Ramallah, trasmessa in diretta da varie emittenti satellitari arabe: «No al tunnel buio della violenza. No allo spargimento di sangue tra fratelli palestinesi», ha gridato. Erekat ha usato parole dure nei confronti del movimento radicale Hamas, che ha indicato nell’uomo forte di Fatah a Gaza, Mohammed Dahlan, il mandante del «tentato assassinio del peremier Haniyeh» «Accusare il deputato Dahlan equivale ad un esplicito ordine di ucciderlo – ha proseguito l’esponente Fatah – questo semplicemente pone la premessa di una guerra civile che distruggerà tutto». Il capo negoziatore dell’Olp, infine, ha rivolto un chiaro ammonimento al movimento Hamas, ripetendo con tono deciso: «È l’unico e totale responsabile per qualunque cosa succederà a Dahlan e ad altri come Dahlan». Sulla situazione al confine tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, dopo che Giovedì il premier israeliano Haniyeh è rimasto bloccato per diverse ore ed è poi rimasto coinvolto nella sparatoria delle guardie presidenziali assieme al suo convoglio, Erekatt ricorda che «a causa dei gravi danni subiti dalla struttura il valico di Rafah non sarà riaperto nei prossimi giorni».
15 dicembre 2006

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