Dalla Flotilla alla Airtilla: la sfida internazionale alla politica israeliana

Ma'an, PressTv, Pal-Info e InfoPal. E' in corso la campagna “Benvenuto in Palestina“, con cui attivisti della solidarietà con la Palestina, protestano contro le restrizioni che Israele impone alla libertà di movimento di palestinesi e amici dei palestinesi.

Fino ad ora due donne americane sono state deportate dall'aeroporto Ben Gurion dalla polizia israeliana. Si tratta di Kathy Kelly e Missy Lane, membri della US Boat to Gaza, della Freedom Flotilla 2.

Kathy Kelly e Missy Lane ieri pomeriggio hanno deciso di partire dall'aeroporto di Atene diretta al Ben Gurion di Tel Aviv per prendere parte alla “Airtilla”. Tuttavia, alle 9 di questa mattina sono state deportate dalla polizia israeliana, “perché il loro è un gesto provocatorio”, ha commentato la polizia israeliana.

Tutti i voli provenienti dall'Europa verso l'aeroporto Ben Gurion sono stati dirottati verso un terminal speciale, e tutti i passeggeri sottoposti ad interrogatorio. A sette giornalisti arrivati dall'Europa non è stato permesso imbarcarsi per Israele, ieri. 

 

La “lista nera” comprende oltre 300 passeggeri provenienti da tutta Europa.

 

Gli organizzatori di “Benvenuto in Palestina” avevano fatto sapere dell'arrivo di oltre 600 internazionali, metà dei quali dalla Francia.

“Il loro obiettivo è far visita alle famiglie palestinese 'senza alcun intento violento'”, avevano puntualizzato.

“Quaranta attivisti sono riusciti a salire sui rispettivi voli in direzione di Tel Aviv”, riporta l'agenzia “Ma'an“, tra cui attori teatrali e volontari partiti per lavorare nei campi palestinesi.

Il ministero degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman aveva promesso il pugno di ferro contro gli attivisti internazionali, riservando invece “mazzi di fiori” ai “genuini turisti” di Israele.

Ma il controllo israeliano avviato giorni fa ha trovato tra i passeggeri delle varie compagnie aeree 342 nomi tra coloro che non saranno autorizzati a entrare nel Paese.

Un portavoce della polizia ha riferito a “Ynet” che “certi che gli attivisti sono consapevoli del rifiuto che incontreranno, alcune compagnie hanno rilasciato la responsabilità a ciascuno di essi”.

Una copia della lettera scritta dal ministero dell'Interno israeliano, Eli Yishai, alle compagnie aeree, è stata consegnata alla rivista israeliana. In essa si legge: “In seguito alle dichiarazioni di elementi radicali filo-palestinesi, intenzionati ad arrivare su voli di linea dall'estero per portare disturbo all'ordine pubblico e sfidare le forze di sicurezza, è stato deciso che essi saranno respinti, in base alla Legge d'Ingresso del Paese del 1952”.

Gli attivisti hanno riferito ai media israeliani che “a Parigi, a 50 attivisti è stato impedito di salire a bordo con un volo Lufthansa e altri con la compagnia ungherese.
Altri ancora sono stati portati fino a Ginevra.

“Air France” ha definito la decisione israeliana “senza precedenti negli ultimi 40 anni“.

Anche all'aeroporto di Fiumicino, un'attivista partita da Marsiglia in direzione di Tel Aviv ha raccontato di essere stata fermata dalla Guardia di Finanza che le ha riferito “non è gradita in Israele”.

Le autorità per l'immigrazione israeliana fanno sapere di aver respinto altri 180 attivisti.

Ed è ancora il ministro dell'Interno israeliano a ribadire che “grazie alla cooperazione delle compagnie aere, 200 attivisti non sono stati imbarcati per raggiungere l'aeroporto di Lod”.
Questi erano intenzionati a raggiungere Gaza.

Coloro che riusciranno ad atterrare nel Paese, saranno obbligati a pagare il biglietto di ritorno a proprie spese.

Le previsioni non si limitano alla giornata di oggi, ma Israele è preparato a restare vigile anche nei prossimi giorni, in particolare domani, sabato 9 luglio.

Lascia davvero perplessi appurare come la libertà di movimento, in Europa, sia sottoposta al diktat israeliano, e come rappresentanti dell'ordine europei possano rispondere agli ordini provenienti dal regime di Tel Aviv a discapito dei propri cittadini.

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