Dall’Ansa: ‘Palestina e media, tra verità e censura’.

INFORMAZIONE: PALESTINA E MEDIA TRA VERITÀ E CENSURA/ ANSA
UN CONVEGNO A ROMA CON AMBASCIATORE E MINISTRO PALESTINESI
   (ANSA) – ROMA, 30 nov – Obiettività, scientificità e
completezza per una corretta informazione sulla questione
palestinese che possa aiutare anche un giusto processo di pace.
A chiederlo a gran voce i giornalisti, i politici e gli esperti
presenti al convegno ‘La Palestina dei media, i media della
Palestina. Da un’informazione reticente a un’informazione
veritierà organizzato dall’Associazione Infopal.it e l’Agenzia
stampa
www.infopal.it, che si è tenuto oggi a Roma a Palazzo
Bologna del Senato.
   Il primo a chiedere ai mass media occidentali obiettività
nel trasmettere quella che lui definisce «catastrofe del popolo
Palestinese, il dramma dell’occupazione ma anche il desiderio di
un popolo di avere la propria libertà e pace in uno Stato
Palestinese con rapporti di buon vicinato con Israele» è
l’ambasciatore palestinese in Italia Sabri Ateeya, che ha voluto
precisare: «non critico i giornalisti, ma i proprietari dei
mass media che con una certa politica dell’informazione di
censura e tagli boicottano la verità».
   A dare ragione all’ambasciatore è stato Giovanni Rossi,
Segretario Generale Aggiunto della Federazione nazionale della
stampa: « è evidente che c’è un ruolo fondamentale dei mezzi
di informazione per poter parlare correttamente di ciò che
accade in Medio Oriente. L’ambasciatore è in buona compagnia a
lamentarsi dei media, non per niente sono due anni che lottiamo
con gli editori e non tanto per il contratto ma proprio per la
qualità dell’informazione. Dire all’opinione pubblica ciò che
accade veramente in zone come quella – ha aggiunto Rossi –  è
una cosa che riguarda tutti e purtroppo è una responsabilità
anche dei giornalisti, che a volte sono poco informati o
assumono ruoli che vanno al di là del giornalismo. Per fortuna
nel nostro patrimonio ci sono anche professionisti che
addirittura muoiono per la ricerca della verità».
    Il grande atteso del convegno, il ministro dell’informazione
dell’Anp, Yousef Rizqa, non ha potuto essere presente per
problemi di visto, ma ha potuto dare il suo contributo in un
collegamento telefonico: «L’informazione della Palestina è
ancora molto debole, sopratutto rispetto ad Israele, per cui
auspico che l’informazione italiana dia più spazio alla
Palestina». Il Ministro ha poi avanzato alcune proposte come la
creazione di siti internet che si facciano garanti di una
corretta informazione su internet stesso, l’organizzazione di
dibattiti, la produzione di film e documentari in Europa per
spiegare «la sofferenza del nostro popolo e l’amore per una
pace giusta, la ricostruzione e il Diritto».
   Tanti gli interventi che si sono succeduti nel dibattito
durato oltre quattro ore, da quello di Paolo Cento dei Verdi che
ha affermato come «la censura non aiuti né lo sviluppo
democratico né la nostra democrazia», a quello del giornalista
Maurizio Torrealta che oggi ha riproposto il documentario di Rai
News 24 ‘Gaza. ferite inspiegabili e nuove armi’, testimonianza
sul presunto uso da parte degli israeliani di armi illegali.
Appassionati e decisamente schierati sono stati gli interventi
del giornalista Rai Paolo Barnard, che ha addirittura usato le
parole «nazismo in Palestina», della giornalista Jivara
Al-Buderi, corrispondente Aljazeera da Gaza, che con alcune foto
ha descritto la vita dei Palestinesi e la costruzione del muro,
e dell’onorevole Alì Rashid che ha voluto sottolineare come
«da 60 anni la Palestina sta subendo una distruzione
sistematica e un annientamento». (ANSA).

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