Dall'Europa al Brasile, per la Palestina: il viaggio della delegazione della ECESG e della Freedom Flotilla.

A cura di InfoPal.

Dal 4 all'11 luglio le delegazioni della European Campaign to end the siege on Gaza, dell'Assemblea dei Palestinesi d'Europa per il Diritto al Ritorno e della Freedom Flotilla to Gaza, rappresentate rispettivamente da Mohammad Hannoun, Mohammad Abdel Qader e Angela Lano, sono state ricevute da alti esponenti del Congresso federale brasiliano (membri della Bancade araba, una sorta di lobby pro-Paesi arabo-islamici e Palestina), da parlamentari degli stati di Rio Grande del Sud, San Paolo e del Distretto federale di Brasilia, da personalità delle comunità palestinesi, siro-libanesi e islamiche locali, da studenti e docenti universitari, da leader di movimenti, associazioni, sindacati e della società civile del Brasile.

Il viaggio è iniziato con la visita a Rio Grande del Sud, il 4 e 5 luglio.

Ad accogliere le delegazioni all'aeroporto di Porto Alegre, capitale dello Stato di Rio Grande del Sud, c'erano Fàtima Ali, vice-presidente della Federazione delle associazioni palestinesi del Brasile – FePal, e altri palestino-brasiliani.

Il 5 luglio, le delegazioni hanno visitato i commercianti di origine araba nelle vie centrali di Porto Alegre, incontrando entusiasmo e solidarietà dovunque, e grande stima per la Freedom Flotilla. Nella città vive una comunità arabo-palestinese numerosa e ben inserita nel tessuto sociale, culturale ed economico locale, ma con forti legami con la patria di origine. Si tratta di immigrati di prima e seconda generazione, arrivati in Brasile prevalentemente negli anni '50-'60 e '70.

Nei loro uffici sono appese effigi e ricordi della Palestina, foto della Cupola della Roccia, a Gerusalemme, bandiere, ecc. Il loro attaccamento alla Palestina è molto forte, pur essendo del tutto integrati nel contesto brasiliano.

Verso mezzogiorno, gli ospiti sono stati condotti in una moschea, situata al decimo piano di un palazzo, dove hanno incontrato una decina di musulmani di origine araba e brasiliani convertiti all'islam. Dopo la preghiera, Hannoun e Abdel Qader hanno chiesto ai presenti sostegno per la missione della seconda Freedom Flotilla, in partenza verso Gaza alla fine di settembre.

In serata, le delegazioni sono state ricevute da delegati dell'Assemblea Legislativa (Parlamento) dello Stato di Rio Grande del Sud, dove hanno relazionato sul primo viaggio della Freedom Flotilla e sui preparativi per il secondo.

Delegazione European Campaign e Freedom Flotilla in Brasile ricevuta da Assemblea Legislativa di Rio Grande do Sul.

Il deputato Raul Carrion, del PCdoB (Partito comunista do Brasil), ha aperto i lavori, seguito dal collega del Pt (il Partito dei Lavoratori, del presidente Lula), Adao Villaverde. Entrambi hanno fermamente condannato l'attacco israeliano, che Carrion ha definito “atto terrorista”, contro la Flotilla umanitaria.

Angela Lano, direttore dell'agenzia stampa InfoPal e membro della Freedom Flotilla I, ha ripercorso i momenti salienti dell'assalto alla Flotta umanitaria, sottolineando come Israele abbia violato non solo il diritto marittimo e internazionale, ma anche la libertà di stampa, privando i giornalisti a bordo delle navi degli strumenti di lavoro – dalle telecamere alle macchine fotografiche, dai block-notes alle penne e alle press card -, e imprigionandoli insieme ad attivisti, medici ed equipaggio.

Annunciando ai parlamentari e al pubblico in sala l'allestimento della seconda Flotilla, Mohammad Hannoun, rappresentante della European Campaign e dell'Api (Associazione dei palestinesi in Italia), ha spiegato che l'obiettivo degli organizzatori è di acquistare circa 20 imbarcazioni e di portare a bordo 5000 persone – soprattutto politici, personale medico-sanitario e giornalisti. Ringranziando governo e parlamento brasiliani per il sostegno ai diritti del popolo palestinese, il delegato della Campagna Europea ha evidenziato l'importanza di avere nella flotta una nave battente bandiera brasiliana, come segno tangibile di solidarietà e impegno per sollevare l'ingiusto assedio che da quattro anni soffoca la Striscia di Gaza, e per porre fine all'occupazione di tutta la Palestina.

Oltre ai parlamentari, ai leader delle comunità palestinesi locali, in sala erano presenti responsabili di diverse associazioni e organizzazioni pro-palestinesi. Si è trattato prevalentemente di realtà della sinistra brasiliana, molto attive sia a livello politico sia a livello sociale, con un forte impegno internazionale a fianco dei popoli oppressi – tra cui, appunto, quello palestinese. Molte sono state le richieste di adesione alla prossima Flotilla.

Non è passata inosservata la profonda differenza tra i movimenti di sinistra brasiliani (e latinoamericani in generale) e quelli italiani – appiattiti, per lo più, su un sostegno de facto al sionismo (anche quando è mascherato da anti-sionismo) che combacia con la linea delle “destre” al governo (si veda “sinistra” e “destra” per Israele) -; il sostanziale contrasto tra l'entusiasmo e l'attivismo concreto dei primi (brasiliani) e la retorica puramente ideologica e densa di slogan superati dei secondi (italiani).

La sinistra brasiliana riesce a coordinare gruppi, movimenti, piccole realtà e a portarle in piazza, accettando di lavorare pragmaticamente anche
con partiti di altri schieramenti, se obiettivi e mezzi sono condivisi. Questa prassi crea un forte dinamismo sociale e politico e permette di incidere con forza nelle scelte governative e parlamentari.

A cena, le delegazioni europee hanno incontrato vari membri della comunità palestinese locale – famiglie con padri nati in Cisgiordania (prevalentemente l'area di Ramallah) e madri brasiliane – con forti legami, mai interrotti, con la Palestina, dove si recano ogni anno e dove risiedono parenti e familiari. Per esempio, Fayruz, una ragazza di 22 anni, figlia di un facoltoso commerciante palestinese e di una brasiliana di origine tedesca, ha raccontato che tutti gli anni va in Cisgiordania a trovare sua sorella, sposata a un palestinese e residente a Ramallah, e che ogni volta è sottoposta a umilianti perquisizioni da parte dell'esercito israeliano a causa del suo cognome arabo.

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Il 6 luglio, il gruppo europeo è stato accolto all'aeroporto di Brasilia, capitale federale del Brasile, da Khaled Naser Hilal, presidente della Società araba-palestinese, e da Safy Muhammad Abu Hamra, addetto alle pubbliche relazioni di un'ambasciata araba, ed è stato accompagnato all'Ambasciata di Palestina, dal console Salah M. Elqataa.

La sede diplomatica palestinese a Brasilia è una bella villa in un'elegante zona della capitale.

Alla sera, la comunità palestinese locale ha organizzato una festa di benvenuto, con conferenza e cena.

È stata un'occasione per conoscere diverse famiglie siro-libanesi e palestinesi.

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Nella mattinata del 7 luglio, le delegazioni della Campagna Europea e della Freedom Flotilla hanno partecipato a una conferenza con docenti e studenti dell'Università di Brasilia, relazionando sul viaggio della FFI e sull'allestimento della seconda missione.
Tra gli studenti era presente un giovane ebreo non-sionista, che ha dichiarato il proprio «totale disaccordo con tutto ciò che fa Israele. Il sionismo sta distruggendo l'ebraismo, in tutto il mondo. Esso rappresenta un grave danno alla nostra immagine. C'è ormai una confusione tra giudaismo e sionismo, ma si tratta di due cose diverse. Molti pensano che io, in quanto ebreo, debba condividere la politica israeliana, ma non è così: proprio in quanto ebreo, non posso concordare con quanto avviene in Palestina. Dobbiamo lavorare tutti insieme per porre fine alla tragedia dei palestinesi. Come rappresentante degli studenti della mia università, voglio portare la solidarietà e la disponibilità alla missione della Freedom Flotilla, divulgandone progetto e obiettivi via internet».

Per il pranzo, il gruppo è stato ospite della famiglia di Safy Abu Hamra, in una bella casa arredata in stile arabo nel cuore politico e amministrativo del Brasile.

Nel pomeriggio, è stato invece ricevuto al Congresso Federale del BrasileCamera dei Deputati e del Senato – accompagnate dal deputato Nilson Mourão, presidente della Commissione parlamentare per le relazioni con i Paesi arabi. Si tratta di una sorta di forte lobby pro-mondo arabo, «la cui missione – ha spiegato Mourão durante la conferenza stampa con parlamentari, giornalisti e operatori di Ong organizzata alla Camera dei Deputati -, è di appoggiare i diritti del popolo palestinese».
«La nostra commissione promuove molte attività di solidarietà con la Palestina e sostiene diverse iniziative legislative – ha aggiunto – come la donazione di un vasto appezzamento di terreno per l'edificazione dell'Ambasciata palestinese (peraltro già presente ufficialmente nell'area “ambasciate” di Brasilia, ndr) e lo stanziamento di fondi destinati alla ricostruzione di Gaza. Inoltre, sia durante l'Operazione militare israeliana Piombo Fuso, scatenata nell'inverno tra il 2008 e il 2009, sia quest'anno, durante l'attacco alla Freedom Flotilla, abbiamo approvato risoluzioni di condanna contro Israele».

Durante la conferenza stampa, Mohammad Hannoun ha illustrato la missione delle Freedom Flotille e le ragioni del viaggio in Brasile: «La European Campaign, organizzazione promotrice delle Flotille, è nata dopo che Israele ha messo sotto assedio la popolazione di Gaza, punendola, insieme al resto dei palestinesi, per aver dato la vittoria al movimento di Hamas, nel gennaio del 2006. 
Come flottiglie della libertà, siamo partiti due anni fa con piccole imbarcazioni da pesca dirette nella Striscia di Gaza assediata, ma a maggio di quest'anno siamo arrivati ad allestire una flotta di nove navi cariche di aiuti umanitari. La prossima, che salperà a fine settembre, ne avrà 20, con a bordo politici e giornalisti di tutto il mondo, attivisti, Ong e cargo. Il nostro obiettivo, infatti, è di rompere definitivamente l'embargo».
«Lo scopo del nostro viaggio in Brasile – ha aggiunto Hannoun – è di invitare i parlamentari brasiliani a prendere parte alla Freedom Flotilla II, di incontrare le comunità arabe e palestinesi e raccogliere da tutti quanti sostegno morale, politico ed economico, perché l'embargo è una vergogna per tutta l'umanità.
Noi vogliamo andare a Gaza con una flotta di navi con bandiere di tutte il mondo, per denunciare un assedio che affama un milione e mezzo di persone. La solidarietà, infatti, non ha colore, razza, religione o partito. È dovere di tutti. In questo momento storico, abbiamo bisogno che la gente si schieri, prenda posizione a favore del diritto e della giustizia, e che non chiuda gli occhi di fronte ai crimini israeliani. Non si può essere con i palestinesi e con il terrorismo israeliano allo stesso tempo. Bisogna scegliere da che parte stare».
«Quella palestinese è una “questione” che riguarda tutto il mondo – ha sottolineato Mohammad Abdel Qader, rappresentante dell'Assemblea dei Palestinesi d'Europa -. Il popolo palestinese sta soffrendo da 62 anni. Mi auguro che la prossima Conferenza internazionale sul Diritto al Ritorno della Diaspora palestinese si svolga qui. Nel vostro Paese abbiamo trovato un popolo e dei politici amici della Palestina».

«Siamo molto coinvolti nel sostegno alla Palestina – ha assicurato la deputata federale Luiza Erundina De Sousa. Il nostro partito, il Pt (Partito dei Lavoratori, attualmente al govern
o con il presidente Luis Ignacio Lula da Silva, ndr), ha sempre dimostrato molta solidarietà al popolo palestinese, la cui lotta rappresenta un esempio per tutti noi, brasiliani, che abbiamo combattuto per la libertà e la democrazia».

«La nostra solidarietà al popolo palestinese è piena e completa – le ha fatto eco il senatore José Nery, del Psol (Partito Socialista) -, così come è totale la condanna alle aggressioni israeliane. I palestinesi hanno tutto il diritto di vivere liberi e in pace».

Poco dopo la Conferenza stampa con deputati e senatori federali, il gruppo europeo è stato ricevuto dai vice-presidenti della Camera e del Senato federali, Marco Maia e Serys Marly Slhessarenko.
«Abbiamo la ferma convinzione di lottare insieme perché si rompa l'ingiusto embargo contro la Striscia di Gaza – ha affermato Slhessarenko -. Noi diciamo: “Viva la Palestina libera!”».
Maia, vice-presidente della Camera, ha espresso solidarietà e sostegno alla causa palestinese, e ha aggiunto: «Noi seguiamo il nostro “comandante in capo”, Nilson Mourão, nelle politiche pro-Palestina, a cui diamo pieno appoggio.
Quando Israele attaccò la Flotilla, l'Assemblea plenaria della Camera dei Deputati espresse piena condanna, così come fece la Commissione per le Relazioni esterne del Congresso».

L'accoglienza al Congresso Federale è stata magnifica, inusuale per chi è abituato agli standard polici italiani ed europei in tema di Palestina.

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L'8 luglio, la delegazione europea è stata ricevuta alla Camera dei Deputati dello Stato di San Paolo, accolta dal parlamentare Jamil Mourad, e ha partecipato a una conferenza stampa con giornalisti – tra cui il presidente del Sindacato di Giornalisti professionisti dello Stato, José Augusto Camargo -, da parlamentari e da rappresentanti di movimenti – tra cui MST (Movimento dei Senza Terra).

Il deputato Mourad, del PcdoB, è stato responsabile della Bancade araba al Congresso di Brasilia, quando era parlamentare federale. Lo stesso posto è ora occupato da Nilson Murão.

«Sono palestinese nel cuore – ha spiegato Mourad durante un'intervista rilasciata a InfoPal -. I miei nonni materni e paterni erano di Damasco, ma io sono nato in Brasile. Il mio partito, il Partito Comunista do Brasil, è in alleanza con la sinistra brasiliana. I nostri parlamentari sostengono i diritti dei palestinesi. Dal 1984, nello Stato di San Paolo, tutti i 29 novembre (Giornata Onu per la Palestina, ndr) sono dedicati al popolo palestinese. Il nostro appoggio è decennale.

Per noi è comunque importante lavorare insieme ad altri schieramenti, aggregare le persone di tutte le tendenze politiche per sostenere la “lobby” pro-Palestina in Parlamento.

Centrali sindacali, studenti universitari e delle scuole superiori sono tutti favorevoli alla causa palestinese.

Ma anche qui, come in Italia e in altri Stati europei, ci sono persone della sinistra che appoggiano israeliane. Tuttavia, da noi sono una minoranza, mentre la destra o il centro-destra, in generale, è pro-Israele.

Ogni volta che Israele viola i diritti umani, la sinistra, insieme alle comunità arabe e islamiche, scende in piazza.

A noi interessa una Palestina unita, non divisa territorialmente tra Striscia di Gaza e Cisgiordania, né tra gruppi politici in contrasto tra di loro.

Abbiamo relazioni sia con il governo di Ramallah sia con quello di Gaza e con l'ufficio politico di Hamas in Siria. Siamo andati a Gaza molte volte, in questi anni. In passato abbiamo incontrato anche Yasser Arafat e Ahmed Saadat.

Noi vogliamo che i palestinesi siano forti e unniti contro Israele.

Il viaggio della delegazione europea in Brasile è stato molto importante, perché è stata un'occasione di mobilitazione e chiarificazione che ha sottolineato la necessità continua di fare pressioni su Israele. Ora ci sono moltissime persone, parlamentari compresi, che vogliono unirsi alla prossima Freedom Flotilla».

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Il 9 luglio, venerdì, il gruppo si è recato in visita alla principale moschea della città, accompagnato dal presidente della Fearab (Federazione Araba Brasiliana) di San Paolo, Eduardo Felìcio Elias, un cristiano ortodosso.

È un'enorme struttura a più piani, con minareto per il richiamo alla preghiera, sala di preghiera, mensa, uffici, scuola, e numerose altre stanze, costruita negli anni '50 con il finanziamento di ricche famiglie di imprenditori arabo-brasiliani.

Si tratta di una delle tante moschee cittadine. Qui, infatti, non vigono né divieti all'edificazione di luoghi di culto islamici né pregiudizi anti-islamici, anzi, le comunità musulmane e arabe in generale sono ben integrate nel tessuto economico, politico, sociale e culturale della Federazione brasiliana. 

La preghiera si svolge, come tradizione, in arabo, ma i non-arabofoni sono dotati di cuffie con traduzione simultanea.

Il khatib ha dedicato una parte della predica alla moschea di al-Aqsa, minacciata di distruzione da parte di Israele, ai prigionieri palestinesi e alla missione della Freedom Flotilla.

Dopo il culto, Mohammad Hannoun ha tenuto un discorso spiegando gli obiettivi della Flottiglia e chiedendo sostegno concreto alla seconda spedizione, mentre Angela Lano ha raccontato l'esperienza dell'attacco israeliano del 31 maggio scorso. 

Dopo il pranzo comunitario nel refettorio della moschea, le delegazioni sono state accompagnate da Elias nella Chiesa ortodossa di San Paolo, dove hanno incontrato il vescoso, mons. Mansour, e due responsabili delle comunità sunnita e sciita locali. I tre sono in ottimi rapporti e rappresentano le comunità religiose arabe di San Paolo. 

I cittadini brasiliani di origine araba residenti in tutto il Paese sono circa 12 milioni, così suddivisi: 6 milioni, i libanesi; 5 milioni, i siriani; mezzo milione tra egiziani, palestinesi e di altre nazioni arabe.

Sono 6 i ministri del governo federale, appartenenti a vari schieramenti politici, di origine araba. 

Alla sera, le delegazioni hanno cenato con rappresentanti palestinesi, siro-libanesi, e con il deputato Mourad.

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La mattina dell'11 luglio, poco prima della partenza per l'Europa, il gruppo ha incontrato il senatore federale Edoardo Matarazzo Suplicy. 

Analisi del viaggio in Brasile. 

Mohammad Hannoun: «Le nostre aspettative erano di far conoscere ai brasiliani la European Campaign to end the siege on Gaza e la missione della Freedom Flotilla, incoraggiandoli a sostenerla economicamente e politicamente, e a prendervi parte.

Abbiamo voluto anche spiegare a fondo la situazione drammatica in cui vive la popolazione della Striscia di Gaza, assediata da 4 anni. Inoltre, un altro obiettivo era di conoscere la realtà delle comunità palestinesi e arabe in Brasile e della solidarietà con la Palestina.

Il governo brasiliano, infatti, ha dimostrato un forte appoggio nei confronti del popolo palestinese e ha condannato sia la guerra israeliana contro Gaza, dell'inverno 2008-2009, “Piombo Fuso”, sia l'attacco contro la Freedom Flotilla. Questo ci ha incoraggiati a visitare il Brasile, a conoscerlo meglio.

Questo Paese, grande come un continente, è una potenza emergente e ha iniziato a ricoprire un ruolo strategico nello scenario politico mondiale e mediorientale. Tutto ciò, insieme alla presenza di un'ampia comunità araba e palestinese che “conta”, a livello politico ed economico nazionale, rendono le relazioni con il Brasile di notevole importanza per la European Campaign e un partner significativo nel sostegno alla causa dei diritti del popolo palestinese.

Riteniamo dunque che il viaggio è stato positivo e l'esito al di sopra delle nostre attese».

 

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