Dall’inizio del 2018, Israele ha ucciso 54 minorenni palestinesi

PIC e Quds Press. Un rapporto sui diritti umani, pubblicato dal Centro di studi e documentazione Abdullah al-Hurani, ha rivelato che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso 54 minorenni palestinesi dall’inizio del 2018.

Nel rapporto si rende noto che 44 minorenni sono stati uccisi nelle proteste ai confini di Gaza e che le forze israeliane stanno ancora detenendo i corpi di tre di loro.

Il Centro ha affermato che i ragazzini, che sono stati uccisi mentre partecipavano a manifestazioni pacifiche, non rappresentavano alcuna minaccia per le forze israeliane, che invece li hanno deliberatamente presi di mira con fuoco letale.

Nello stesso periodo, le forze israeliane hanno arrestato 900 ragazzini in Cisgiordania e Gerusalemme, circa 230 dei quali sono ancora detenuti.

Il Centro Abdullah al-Hurani ha affermato che le sistematiche violazioni israeliane dei diritti dei bambini palestinesi non hanno fine, osservando che l’ultima delle quali è stata l’alta condanna inflitta al diciassettenne Ayham Sabbah.

Il Centro ha affermato che questa dura condanna viola la Convenzione sui diritti dell’infanzia e la Convenzione contro la tortura, firmata da Israele nel 1991.

Ha aggiunto che le violazioni di Israele dei diritti dei bambini palestinesi non si limitano ai processi nei tribunali militari e alle alte pene detentive: partono dal momento dell’arresto, che di solito si svolge a notte fonda, durante violenti incursioni nelle case, accompagnate da pesante utilizzo di munizioni letali. Inoltre, avvocati e familiari non sono autorizzati a partecipare agli interrogatori in cui i ragazzini vengono spesso ammanettati, bendati, picchiati e insultati.

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